Difesi dall'avvocato Scarpato
Assoluzione per i vertici EAV: cade l’accusa di disastro ferroviario per i deragliamenti di Santa Maria a Vico
Si chiude con una sentenza di assoluzione il lungo iter giudiziario che ha visto coinvolti i dirigenti dell’Ente Autonomo Volturno (EAV) in merito ai gravi incidenti ferroviari avvenuti nel 2020 sulla linea Cancello-Benevento. Il Tribunale ha infatti prosciolto da ogni accusa il responsabile della manutenzione RMI per gli interventi con risorse interne, e il capo dell’unità organizzativa amministrativa e tecnica. La vicenda trae origine da due preoccupanti episodi di svio verificatisi a breve distanza temporale nei pressi della stazione di Santa Maria a Vico. Il primo incidente risale al 21 febbraio 2020, quando il treno EAV 3408 uscì dai binari mentre procedeva a una velocità di circa 14 km/h. Meno di un mese dopo, il 13 marzo 2020, un secondo deragliamento interessò il treno 3412 nello stesso tratto ferroviario.
Secondo l’impianto accusatorio iniziale, formulato dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere sulla base delle indagini della Polfer e delle perizie tecniche, gli incidenti sarebbero stati la conseguenza di una gestione negligente della tratta ferroviaria. Agli imputati veniva contestata la violazione delle norme sulla sicurezza ferroviaria, in particolare per non aver effettuato controlli geometrici adeguati sui binari e per aver consentito la ripresa della circolazione dopo il primo incidente senza le necessarie garanzie di stabilità dell’armamento. Le accuse ipotizzate erano pesanti: cooperazione in disastro ferroviario colposo. Soddisfazione è stata espressa dall’avvocato Gianni Scarpato, difensore dei dirigenti, che ha dichiarato: “Dopo sei anni di processo è stata dimostrata la correttezza dell’operato dei miei assistiti, unitamente alla società EAV, ed è stato evidenziato come le procedure di manutenzione ed i controlli eseguiti fossero conformi alle risorse ed alle responsabilità effettive dei loro ruoli“. La sentenza di assoluzione mette così la parola fine a un caso che per anni ha alimentato il dibattito sulla sicurezza delle infrastrutture ferroviarie regionali.
© Riproduzione riservata







