Niente da fare, il destino dei napoletani è scritto, è uno e non c’è sindaco e Giunta che riescano a cambiarlo: devono farsela a piedi, la città la devono girare camminando con le proprie gambe. Non bastava il disastro dei trasporti firmato Eav con autobus miraggio e treni vecchi e quasi sempre fuori uso, ci voleva anche la chiusura della Funicolare di Chiaia che lascerà appiedati circa 15mila cittadini. L’ultima corsa è prevista per questo venerdì, poi chiuderà le cancellate e tutti a piedi.

Venerdì prossimo, infatti, scade l’ultima proroga concessa dall’USTIF, l’ufficio speciale trasporti a impianti fissi, la quarta in ordine di tempo, per i lavori di revisione ventennale da effettuare per la funicolare di Chiaia, revisione che andava fatta già nel 2017. Di conseguenza l’impianto a fune, il primo a entrare in funzione, nel 1889, tra i quattro presenti a Napoli, che collega via Cimarosa al Vomero con il parco Margherita a Chiaia, con due fermate intermedie alla stazione Palazzolo e al corso Vittorio Emanuele, si fermerà da sabato 1° ottobre, senza che si possa neppure fare una previsione sui tempi dello stop forzato, dal momento che nonostante le due gare bandite dal Comune di Napoli, l’appalto non risulta ancora affidato.

«Purtroppo anche la seconda gara, bandita nei mesi scorsi, non ha consentito di affidare l’appalto dal momento che l’unica ditta che ha partecipato, ha presentato un’offerta per un importo superiore ai 7 milioni di euro che erano stati posti alla base dell’appalto – spiega Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari, già presidente della Circoscrizione Vomero – Evento peraltro ampiamente prevedibile, visto che era andato deserto un primo appalto con lo stesso importo, la qual cosa avrebbe dovuto indurre la giunta comunale a incrementare adeguatamente la somma a disposizione dell’impresa aggiudicataria . Dunque, salta anche la previsione originaria di sei mesi per effettuare i lavori, previsione che era fondata sul fatto che l’appalto, alla chiusura dell’impianto, fosse stato affidato e che fossero già disponibili a piè d’opera i materiali della parte elettromeccanica da sostituire». E pensare che il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi solo poco tempo fa aveva inaugurato la Funicolare che ora chiuderà di nuovo. Dunque, i tempi si allungano.

Ci potrebbe volere, se tutto va bene, un anno perché l’impianto venga riaperto al pubblico. Vicende non nuove, visto che si sono già vissute in occasione dei lavori di revisione ventennale dell’impianto della Funicolare Centrale, che rimase chiuso per oltre un anno, e che però vigileremo affinché non abbiano a ripetersi. «Peraltro, i mezzi sostituitivi su gomma annunciati appaiono del tutto insufficienti – osserva Capodanno Una navetta che fa la spola tra piazza Amedeo e via Cimarosa con una frequenza ogni dieci minuti, con il traffico cittadino, non potrà mai sostituire un impianto come quello della funicolare di Chiaia che con due treni con una capacità di 300 persone per ciascuno di essi e con una durata della corsa di poco più di tre minuti, vanta una capacità massima di 9.500 persone per ora e per senso di marcia». Niente da fare… tutti a piedi.

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Nata a Napoli il 28 settembre 1992, affascinata dal potere delle parole ha deciso, non senza incidenti di percorso, che sarebbero diventate il suo lavoro. Giornalista pubblicista segue con interesse i cambiamenti della città e i suoi protagonisti.