In Francia, ogni giorno vengono vendute circa 6 milioni di baguette. E per proteggere la tradizione, l’amore e la passione che c’è dietro a questa celebre forma di pane, i fornai vogliono farla entrare nella lista dell’UNESCO. Hanno infatti proposto che venga inserita nella lista dei beni immateriali con la motivazione che “La Francia senza croissant e baguette non sarebbe abbastanza Francia”.

Il pane più famoso francese però è in gara con due rivali: i tetti zincati di Parigi e il festival del vino Biou D’Arbois della regione del Giura, in Svizzera, che concorrono per diventare uno dei patrimoni immateriali dell’UNESCO.

La richiesta alle Nazioni Unite è stata presentata dalla Confederation of French Bakers e l’obiettivo è proprio quello di proteggere il know-how tramandato di padre in figlio in tutte le famiglie francesi di panettieri.

Nel 1993, in Francia, uscì un decreto che stabiliva gli ingredienti che servivano per cucinare la tradizionale baguette: mix di farina, acqua, lievito, sale e un “pizzico di savoir-faire” francese. La lievitazione deve avere una durata che varia dalle 15 alle 20 ore a una temperatura compresa tra i 4 e 6 gradi.

Mickael Reydellet, proprietario di otto panetterie ha sottolineato che: “Non c’è un solo segreto per fare una buona baguette tradizionale. Ci vuole tempo, savoir-faire, modo giusto di cuocere e una buona farina senza additivi“.

Il Presidente della Confédération Nationale de la Boulangerie-Patisserie, Dominique Anract racconta che è uso comune dare come prima commissione a un bambino quella di andare a comprare una baguette da una panetteria. “Lo dobbiamo a noi stessi per proteggere queste abitudini“.

Par parte del patrimonio immateriale dell’UNESCO vuol dire proteggere tradizioni, arti, pratiche sociali e metodi di artigianato tradizionale. L’UNESCO, ha già riconosciuto molte di queste arti come ad esempio: i metodi di produzione delle focacce in Iran e Kazakistan, le birre prodotte in Belgio e ovviamente l’arte napoletana delle pizze.