Uno sgombero realizzato tra le polemiche lo scorso 14 luglio da Piazzale Spadolini, nei pressi della stazione Tiburtina. Il quarantunesimo in sei anni per Baobab Experience, la onlus impegnata nell’assistenza ai migranti proprio in quell’area e che ora, a distanza di un mese e mezzo da quel giorno, può finalmente tornare in via Tiburtina.

Grazie al Municipio Roma II, i nostri info-point e hub informale di prima accoglienza hanno trovato un nuovo spazio: ci trovate tutte le sere, in strada, all’altezza con Piazzale Valerio Massimo, per la distribuzione di cibo e vestiti, la presa in carico delle fragilità, le attività di advocacy e supporto legale e di primo sportello medico-sanitario” si legge in un post pubblicato su Facebook.

“Impossibile sgomberare un’idea”

Lo sgombero dei giacigli di fortuna, promosso dalla sindaca Virginia Raggi e dalla delegata alle periferie Federica Angeli, era stato fortemente criticato dall’associazione Baobab, che aveva sottolineato come i migranti fossero stati sostituiti da fioriere ‘anti bivacco’ senza un vero piano di accoglienza. Una situazione che gli attivisti tornano a sottolineare: “Perché è impossibile sgomberare un’idea. Perché la verità, soprattutto se così sfacciatamente palese, viene sempre a galla!” si legge sul post. “Il 41esimo sgombero è stato solo il 41esimo tentativo di frazionare il dramma capitolino della non accoglienza, così da renderlo meno smaccato: il banale trucchetto di disperdere i senza fissa dimora in modo tale da renderli meno visibili e sfumare nell’anonimato urbano i torti di un’amministrazione pavida, negligente, indifferenteE noi siamo qui anche per portare in superficie ciò che Roma Capitale si ostina a nascondere sotto il tappeto! #finoallultimomigrante.”

Con un proficuo lavoro di squadra ridiamo dignità all’area esterna est della Stazione Tiburtina. Riconsegniamo ai cittadini e ai viaggiatori la possibilità di poter fruire in piena sicurezza di tutti i servizi legati ad uno degli scali ferroviari più importanti della città, tra i principali punti di accesso a Roma aveva scritto all’epoca la Raggi su Facebook. 

La nuova sede 

Grazie all’ordinanza della Presidente del Municipio Roma II, Baobab Experience Onlus potrà usufruire di questo nuovo spazio, in collaborazione anche con altre associazioni filantropiche, fino al 31 ottobre per svolgere attività quali “la fornitura di cibo, di acqua, di vestiario, di generi per l’igiene personale e di prima necessità in generale, nonché di assistenza sanitaria, legale e di mediazione linguistica e culturale”

Un’assistenza umanitaria fondamentale per le persone più fragili, che diventa anche fattore di contenimento del disagio psico-fisico dei senza fissa dimora e deterrente rispetto a eventuali situazioni di tensione sociale. L’ordinanza, spiega ancora Baobab, “ne evidenzia il carattere di urgenza e indispensabilità nell’attuale contesto pandemico, a tutela della salute dei soggetti assistiti, fortemente vulnerabili, e della salute pubblica tutta.”

“Anche dopo lo sgombero del presidio di Piazzale Spadolini voluto dall’amministrazione Raggi, l’attività di Baobab Experience non si è mai interrotta: al contrario, l’acuirsi del disagio umano e sociale – conseguente a una dispersione forzata dei senza fissa dimora che trovavano riparo al lato Est della Stazione, non accompagnata dall’identificazione di soluzioni alloggiative – ha richiesto da parte dei volontari dell’associazione un impegno ancora più capillare e gravoso” sottolineano gli attivisti.

Durante il mese di agosto, dopo lo sgombero di Piazzale Spadolini, l’associazione aveva trasferito in maniera temporanea le varie attività di prima accoglienza e supporto alle persone in transito nella sede di San Lorenzo, che invece era normalmente dedicata allo sportello legale, allo sportello di inserimento lavorativo e alle scuole e attività formative. Spazi non adatti, ma che hanno permesso di portare avanti le operazioni di presa in carico e assistenza delle fragilità e la distribuzione serale di cibo e indumenti.

Del resto, anche dopo l’azione del Comune, le persone in stato di bisogno che gravitavano attorno a Tiburtina Est hanno continuato a restare in stato di bisogno e a gravitare attorno a Tiburtina Est, solo qualche metro più in là delle fioriere anti-uomo con cui l’amministrazione Raggi ha scelto di arredare la città” si legge ancora sul post pubblicato su Facebook. “Mentre é mancata del tutto la presa in carico istituzionale delle persone sgomberate, Baobab Experience ha continuato a esercitare la quotidiana attività volta a promuovere, sollecitare e favorire l’accoglienza dei migranti aventi diritto, ma esclusi dal circuito capitolino, fornendo al contempo supporto materiale, medico-psicologico e legale ai rifugiati e richiedenti asilo costretti alla strada.

Ma non solo. “Parallelamente, alla luce degli arrivi sistematici nella Capitale di persone in movimento verso l’Europa continentale e il nord Europa, i volontari di Baobab hanno provveduto alle messa in sicurezza di minori, donne sole e persone con problemi di salute in transito lungo la Rotta mediterranea, più difficilmente intercettabili dopo l’allontanamento forzato da Tiburtina, snodo e crocevia per i treni e i bus a lunga percorrenza provenienti dai luoghi degli sbarchi e diretti verso i confini.

“Narrazione falsata e infelice”

Sulla nota di Baobab Experience Onlus viene inoltre evidenziata la responsabilità delle istituzioni in materia di accoglienza. “Al di là di una narrazione falsata e infelice che si ostina a contrapporre arredo urbano e tutela delle fragilità – come se l’indigenza fosse ineluttabile e tale da costituire un problema solo se visibile – la tutela dei rifugiati e richiedenti asilo (come e più della tutela del decoro) è funzione e compito prioritario minimo ed essenziale al quale è chiamata ad adempiere la stessa Amministrazione che invece dimentica le marginalità. Ciò è tanto più grave se il fenomeno migratorio viene ridotto a un fattore estetico o a una retorica securitaria” spiega l’associazione.

Infine, conclude il post, “finché le Istituzioni non si faranno carico delle proprie responsabilità di accoglienza e inclusione sociale e di tutela e presa in carico delle fragilità, Baobab Experience proseguirà nel suo impegno volontaristico e a rendere visibile ciò che si vuole nascondere e disperdere – battendosi per il riconoscimento della dignità delle persone migranti e dei senza fissa dimora.”

Roberta Davi