Lo sgombero dei giacigli di fortuna è iniziato stamattina. Il Campidoglio, tramite una nota, ha annunciato di aver iniziato le operazioni per  “ripristinare il decoro, la fruibilità e la sicurezza dell’area di Piazzale Spadolini vicino la stazione Tiburtina”. Un intervento evidenziato anche dalla sindaca Virginia Raggi. “Con un proficuo lavoro di squadra ridiamo dignità all’area esterna est della Stazione Tiburtina– ha sottolinea la sindaca- Riconsegniamo ai cittadini e ai viaggiatori la possibilità di poter fruire in piena sicurezza di tutti i servizi legati ad uno degli scali ferroviari più importanti della città, tra i principali punti di accesso a Roma. Un ringraziamento particolare al Prefetto e al Questore di Roma per averci supportato in questa iniziativa”. Un’azione “urgente” richiesta anche dai cittadini del IV Municipio, come spiegato dalla giornalista Federica Angeli, delegata del comune alle Periferie. Gli attivisti dell’associazione Baobab Experience, impegnati nell’assistenza ai migranti nell’area, hanno criticato aspramente lo sgombero perché messo in atto nonostante le proposte di discussione e di confronto a cui non hanno mai ricevuto risposta.

Gli interventi del comune di Roma

Secondo quanto comunicato dal Campidoglio, sono previsti tutta una serie di interventi presso la Stazione Tiburtina. Il Servizio Giardini effettuerà la bonifica vegetazionale e lo sfalcio nelle aree verdi. Verrà inoltre realizzata una nuova segnaletica e saranno predisposte postazioni per car e bike sharing e per i monopattini, oltre che di parapedonali per delimitare la corsia preferenziale. Sarà ripristinato anche il capolinea della linea 548 dei bus. Per “prevenire fenomeni di bivacco, soprattutto nella prospettiva dei prossimi mesi invernali”, come si legge nella nota, saranno effettuati una serie di interventi all’interno degli spazi gestiti da GS Rail e Rfi: “ Tra questi, i principali consistono nella chiusura delle zone dell’area esterna coperta dalla pensilina di stazione e attualmente inutilizzate, il potenziamento dell’illuminazione esterna e l’installazione di aiuole per realizzare un Urban green garden, uno spazio verde a disposizione di tutti i cittadini che possono prendersene cura”. Non mancherà un presidio costante da parte della Polizia. Ed è proprio a questi “orti urbani” che l’associazione Baobab ha dedicato un post pubblicato sul proprio profilo Facebook ieri 13 luglio, prima dello sgombero di piazzale Spadolini di questa mattina.

Baobab Experience: “Prima si accoglie, poi si sgombera”

“Grandi Stazioni ci manda un messaggio inequivocabile e ce lo manda con delle fioriere di gusto discutibile e non poco indiscrete: non ama che esistano i senzatetto o meglio non ama che i senzatetto si vedano o, meglio ancora, non ama che i senzatetto si vedano all’ingresso delle sue proprietà” si legge sul post pubblicato sul profilo Facebook dell’associazione. “ Ma vogliamo rassicurare Grandi Stazioni che anche i senzatetto non amano essere tali e che Baobab Experience stessa non ama che donne, uomini e bambini in transito, titolari di protezione internazionale e richiedenti asilo siano costretti a giacere sulla pavimentazione esterna a una Stazione ferroviaria. Puntualizziamo giusto per non confondere decoro urbano, rispetto della proprietà privata e indecenza amministrativa.”

Gli attivisti hanno tenuto anche a sottolineare che “invece di pensare di sostituire esseri umani con fioriere anti-uomo (le chiamano anti-bivacco) ci saremmo aspettati che una Azienda come Grandi Stazioni accogliesse una delle tante proposte di discussione avanzate dalla nostra Associazione e che valutasse l’opportunità di mettersi dalla parte degli ultimi, facendo pressione, assieme a noi, affinché il Comune e le istituzioni competenti si assumano una qualche responsabilità nei confronti delle fragilità in transito e ottemperino al dovere di assicurare accoglienza ai titolari di protezione e ai richiedenti asilo.” Questo è il 41esimo sgombero subìto da Baobab in sei anni.

Federica Angeli: “Un nuovo volto per il piazzale est”

I comitati di quartiere del Municipio IV ci hanno chiesto mesi fa un intervento. Da aprile abbiamo fatto numerose riunioni con i cittadini. Sono stati ascoltati e abbiamo risposto alle loro richieste dando un nuovo volto al piazzale est. Usufruire dell’orto messo a disposizione della cittadinanza per piantare quel che vogliono è un modo per condividere uno spazio e un progetto tutti insieme” ha commentato la delegata della Sindaca alle Periferie, Federica Angeli. Ma l’associazione Baobab Experience è intervenuta anche nel dibattito nato sulla pagina Facebook della giornalista, che ha riportato il comunicato del Campidoglio e rivendicato l’intervento.

Rispondendo ai commenti al post degli utenti, e in particolare alla domanda su dove andranno a vivere le persone che non hanno più un posto dove rifugiarsi, ha prospettato “un bando” per una struttura a cui potrà partecipare anche Baobab, evidenziando come “10 persone che erano in strada hanno rifiutato di andare in strutture del Comune”. Ma gli attivisti non ci stanno, sottolineando di non aver mai ricevuto una risposta ai loro appelli inoltrati anche alla Angeli nelle scorse settimane: “Fermo restando che a noi non risulta nessuna proposta di accoglienza, né avanzata né quindi rifiutata, credere anche solo concepibile di rendere contestuali il momento dello sgombero e quello dell’accoglienza dovuta denota tutta la poca comprensione del fenomeno delle fragilità costrette, da voi, alla strada. Prima si accoglie, poi si sgombera. Prima si prendono in carico le persone, poi si mettono le fioriere”.

 

Mariangela Celiberti