Mancano ormai pochi giorni all’inizio dei saldi estivi che a Roma, così come nel Lazio, partiranno sabato 3 luglio 2021 e dureranno 6 settimane. Un’opportunità soprattutto per concedersi acquisti a cui si sta pensando da tempo, secondo quanto emerso dai dati del Report Format Research per Confcommercio Roma. Il 61% delle persone intervistate ha dichiarato che approfitterà di sconti e promozioni: la maggior parte si rivolgerà a negozi fisici, soprattutto quelli di fiducia (55,2%), mentre il 45% si dedicherà allo shopping online. 

CONFCOMMERCIO:  “ZTL E RIFIUTI NON INVOGLIANO ALLO SHOPPING”

Come spiega il direttore di Confcommercio Roma, Romolo Guasco, “due consumatori su tre sono interessati ai saldi estivi, interesse motivato non tanto dall’intenzione di acquisto di un prodotto di marca, che magari in genere a prezzo pieno non ci si potrebbe permettere, ma per acquistare qualsiasi tipo di prodotto, segno questo che i saldi vanno incontro ad una diminuita capacità di spesa dei consumatori della Capitale, ridottasi a seguito di un anno e mezzo di crisi sanitaria ed economica.” Secondo i dati, le motivazioni alla base di chi non farà nuovi acquisti hanno quasi sempre a che fare con difficoltà economiche: ad esempio “sto cercando di risparmiare”, per il 52,4%; oppure “preferisco non effettuare ulteriori spese”, per il 37,4%.

I consumatori romani spenderanno in media 178 euro per i saldi estivi 2021: il 30% dei consumatori oltre 200 euro, mentre circa il 40% un po’ di più rispetto sia rispetto ai saldi estivi dello scorso anno, che rispetto ai saldi invernali di gennaio 2021. Guasco però pone l’attenzione anche sulla situazione della città, tra l’emergenza rifiuti e il piano Ztl: “Sicuramente i negozi del centro storico avrebbero maggior beneficio se l’amministrazione rispondesse positivamente alla richiesta di Confcommercio di aprire la Ztl che così come attualmente regolamentata rende quasi proibitivo raggiungere il centro della città, vista anche la cronica mancanza dei parcheggi di scambio e del trasporto pubblico locale. Altro tasto dolente quello dei rifiuti, che con miasmi ormai quasi in ogni quartiere di certo non invoglia i Roma i ad avventurarsi in passeggiate o a fare shopping”.

I CONSIGLI DEL CODACONS PER EVITARE “FREGATURE”

A volte offerte eccezionali e “opportunità imperdibili” possono in realtà nascondere delle truffe. Come fare in modo di essere sicuri di aver realmente fatto acquisti in sicurezza? I suggerimenti per affrontare al meglio i saldi estivi arrivano da Codacons, l’Associazione che tutela i consumatori. La prima regola è conservare sempre lo scontrino, perché anche i capi in svendita possono essere cambiati. Il negoziante è obbligato a sostituire l’articolo difettoso: nel caso in cui sia terminato, si ha diritto alla restituzione del denaro ( e non a un buono). È necessario verificare che la merce in saldo sia realmente di fine stagione e non un fondo di magazzino. Inoltre, per essere sicuri che i prezzi siano stati effettivamente scontati, può essere utile fare un giro nei negozi prima dell’inizio dei saldi, sia per segnarsi i prezzi che per avere le idee più chiare sugli acquisti da effettuare, in modo evitare code e non rischiare di tornare a casa colmi di cose. Un altro suggerimento che arriva dal Codacons è di valutare la bontà dell’articolo, controllando l’etichetta che descrive la composizione del capo d’abbigliamento, tenendo conto che le fibre naturali, ad esempio, costano di più delle sintetiche. Pagare un prezzo alto, infatti, non significa comprare un prodotto di qualità: meglio sempre diffidare di marchi simili ad altri ben noti.

Particolare attenzione va riservata agli sconti superiori al 50%, che spesso nascondono merce non proprio nuova, o prezzi vecchi “gonfiati” per far apparire una percentuale più elevata di sconto. Servirsi nei negozi di fiducia può essere un modo per poter valutare liberamente la convenienza dell’acquisto; il cartellino deve essere chiaro e leggibile, con il vecchio prezzo, quello nuovo e la scontistica applicata. Per quanto riguarda la prova dei capi, non c’è l’obbligo, dipende dal negoziante: il consiglio è di diffidare dei capi di abbigliamento che possono essere solo guardati. Nei punti vendita che espongono in vetrina l’adesivo della carta di credito o del bancomat, il commerciante è obbligato ad accettare queste forme di pagamento anche per i saldi, senza che ci siano oneri aggiuntivi. Infine, nel caso in cui l’acquisto sia sia rivelato una fregatura, bisogna rivolgersi ai vigili urbani oppure contattare il Codacons.

Roberta Davi