Benzinai sul piede di guerra e pronti allo sciopero: la minaccia è di chiudere le pompe sulla rete autostradale per poi estendere la protesta alla viabilità ordinaria. “Noi, da soli, non siamo più nelle condizioni di assicurare né il necessario livello di sicurezza sanitaria, né la sostenibilità economica del servizio”, spiega una nota congiunta dei sindacati Faib Confesercenti, Fegica Cisl e Figisc/Anisa Confcommercio.

Oggi quindi, per evitare ripercussioni gravissime, il ministro dello sviluppo Economico Patuanelli ha convocato le associazioni di categoria per una conference proprio riguardo alle proteste.

Un’iniziativa, questa, giudicata con severità dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte che in conferenza stampa ieri aveva auspicato un ‘rientro’ della protesta: “In questo momento non possiamo permettercelo”. E aveva aggiunto: “La ministra De Micheli sta lavorando a un provvedimento che regoli gli orari di apertura delle stazioni di rifornimento. Assicuro che il servizio continuerà”.

IL PROBLEMA FABBRICHE – Nuovo incontro, invece,  oggi tra governo e sindacati sul tema della sicurezza nelle fabbriche. Alle organizzazioni sindacali si è rivolta la ministra della Funzione Pubblica Fabiana Dadone intervistata dai RaiNews 24: “Chiedo a tutti di mettersi nei nostri panni. Noi stiamo ascoltando tutti, dalle opposizioni alle parti sociali. E’ importante che sia garantito il diritto alla salute dei lavoratori, ma non possiamo bloccare completamente il Paese, perché ci sono dei rischi concatenati e se si blocca tutto si mettono a rischio i servizi essenziali”.