Pochi minuti di distrazione costati la vita a un bambino di due anni, annegato due giorni fa, martedì 5 luglio, a Santa Severa in provincia di Roma. E’ la tragedia del piccolo Francesco sulla quale sono in corso le indagini della procura di Civitavecchia e dei carabinieri a lavoro per ricostruire gli ultimi attimi di vita del bambino, lasciato in riva al mare insieme alla sorellina più grande di pochi anni che giocava con la sabbia.

Al vaglio in questi giorni la posizione della zia a cui i genitori avevano affidato i due figli e del bagnino, l’ipotesi di accusa è quella di omicidio colposo. “L’abbiamo vista al bar. Era lì prima di dare l’allarme e dire che non vedeva più il bambino” riferiscono alcuni testimoni secondo quanto riportato da Repubblica. La donna si sarebbe recata al punto di ristoro dello stabilimento balneare “Nuova Oasi Beach” per pochi minuti, poi al ritorno avrebbe urlato il nome del piccolo Francesco perché non lo trovava, avviando le ricerche e coinvolgendo gli altri bagnanti.

Il corpo del piccolo è stato trovato a tre metri dalla spiaggia. Secondo una prima ricostruzione, si sarebbe incamminato in acqua perdendo poi l’equilibrio e cadendo in acqua. Secondo gli esperti “prima di andare a fondo un bimbo galleggia per 30 secondi”.

Il primo a soccorrere il bambino è stato il proprietario dello stabilimento, che lo ha afferrato, tirato fuori dall’acqua e ha cercato di rianimarlo, praticandogli il massaggio cardiocircolatorio, ma purtroppo non c’è stato nulla da fare.

Napoletano doc (ma con origini australiane e sannnite), sono un aspirante giornalista: mi occupo principalmente di cronaca, sport e salute.