Il bonus baby sitter, il contributo introdotto dal Decreto Rilancio che garantisce un massimo di 1.200 euro alle famiglie che lo possono destinare al pagamento di una baby sitter o comunque una persona che badi ai figli mentre i genitori sono al lavoro (compresi i centri estivi), potrà essere indirizzato anche ai propri familiari, purché non conviventi.

A chiarirlo l’Inps con la circolare 73/2020, che dà il via libera a nonni e zii, già prima dell’emergenza Coronavirus la principale risorsa di “welfare” per le famiglie italiane che non potevano permettersi una baby sitter.

Per poter presentare la domanda, il richiedente, così come il baby sitter, deve autenticarsi sull’Inps con un Pin, Spid, Carta d’identità elettronica o della Carta nazionale dei servizi. Una volta comunicato dall’Istituto il buon esito della domanda, entro 15 giorni il genitore riceverà il voucher per il proprio “libretto famiglia”. La registrazione potrà avvenire entro il 31 dicembre 2020, ma le prestazioni da saldare e rendicontare devono essere rese dal baby sitter/parente tra il 5 marzo e il 31 luglio 2020.

Quando introdotto originariamente col Decreto Cura Italia, il bonus era limitato a 600 euro, fondi poi raddoppiati col Decreto Rilancio.