Una nuova fronda interna scuote il Movimento 5 Stelle all’indomani del voto sulla piattaforma Rousseau che stabilito, per volontà degli iscritti, la partecipazione dei grillini alle prossime regionali in Emilia Romagna e Calabria. Nel mirino è finito il capo politico del M5S Luigi Di Maio, oggetto di critiche pesanti da parte di Roberta Lombardi, ex presidente del gruppo parlamentare del Movimento 5 Stelle alla Camera dei Deputati e attualmente consigliera e capogruppo del Movimento 5 Stelle alla Regione Lazio.

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“IL CAPO POLITICO HA FALLITO” – In durissimo post su Facebook la Lombardi attacca frontalmente il ministro degli Esteri: “Usiamo Rousseau per davvero, non come scudo dietro cui nascondersi! E non per procrastinare la presa di coscienza dell’inevitabile – continua la Lombardi – ovvero che il ruolo del capo politico singolo ha fallito e che l’unica grande riappropriazione della propria identità è lavorare come intelligenza collettiva, riconoscendola e rispettandola”.

UN NUOVO SONDAGGIO PER GLI ISCRITTI – Nel post il consigliere regionale del Lazio chiede inoltre che siano gli attivisti dell’Emilia Romagna e della Calabria a decidere se stringere alleanze e con chi. “Proprio per il rispetto profondo che nutro nei confronti degli iscritti – scrive la Lombardi – e ben sapendo che noi eletti siamo solo dei portavoce di una comunità, mi aspetto ora che il prossimo imminente quesito su Rousseau sia dedicato ai soli cittadini emiliano-romagnoli e cittadini calabresi con una vera possibilità di scelta tra: andare al voto da soli, cercando di coinvolgere liste civiche vere; andare al voto in coalizione con il centro sinistra; andare in coalizione con il centro destra“.

LE CRITICHE A DI MAIO – Sulla stessa lunghezza d’onda anche la deputata grillina Dalila Nesci: “Adesso deve cambiare la dirigenza politica, l’uomo solo al comando è un errore che altri hanno commesso e che non dovremmo ripetere, una sola persona non può gestire tutto e la riprova è il momento di difficoltà che viviamo. Abbiamo dei problemi di trasparenza e chiarezza”.

Anche Fabio Massimo Castaldo, vicepresidente del parlamento europeo, dagli studi di Agorà su RaiTre spiega che il “il problema non è la leadership del singolo. Il problema è il meccanismo di coinvolgimento e delle varie sensibilità… Il consiglio che gli do (a Di Maio, ndr) è sempre cercare di governare i fenomeni, piuttosto che subirli”.