Un attacco jihadista in Burkina Faso ha provocato 35 vittime. I morti sono tutti civili, fra cui molte donne. È avvenuto a Arbinda, nel nord del Paese.

“Questo attacco barbaro ha provocato la morte di 35 civili, la maggior parte sono donne”, ha scritto il presidente del Burkina Faso, Roch Kaboré, in una dichiarazione ufficiale affidata a Twitter. Secondo una fonte militare, sono 31 le donne rimaste uccise. Quanto alle forze statali, “piangiamo purtroppo sette morti, tra cui quattro soldati e una ventina di feriti”, secondo le autorità. Si tratta di uno degli attacchi più violenti avvenuti nel povero Paese del Sahel dal 2015, colpito da ricorrenti attacchi jihadisti. A inizio novembre, 38 dipendenti di una società mineraria sono stati massacrati durante un attacco al loro convoglio, nell’est del Burkina Faso.

Il presidente Kaboré, che ha proclamato un lutto nazionale per 48 ore, ha elogiato “l’impegno e il coraggio” delle delle forze di difesa e di sicurezza, che “hanno respinto l’attacco a Arbinda” e “neutralizzato” 80 terroristi. Con il termine neutralizzare, ha spiegato una fonte militare ad Afp, si indica l’azione di uccidere.