L’obiettivo è quello di iniziare la vaccinazione di massa in Europa tra Natale e Capodanno. Il vaccino è quello messo a punto dall’americana Pfizer e dalla tedesca Biontech. E per riuscirci c’è bisogno dell’autorizzazione dell’ Agenzia europea dei medicinali (Ema) che deve validare il vaccino Pfizer-Biontech nella commissione di esperti la cui convocazione è stata anticipata al 21 dicembre.

Poi ogni Paese europeo procederà per conto proprio. Su un punto però tutti i paesi sono d’accordo, su quali sono le fasce di popolazione che saranno vaccinate prima. Si partirà dal personale dei luoghi di cura, dai primari ai facchini, quello delle case di riposo per anziani e gli anziani che vi sono ospitati. Per l’Italia, si tratta di 1,8 milioni di persone che dovrebbero ricevere la prima dose da inizio gennaio e un richiamo tre settimane dopo. La seconda ondata di somministrazioni dovrebbe spettare invece a forze dell’ordine, personale dei servizi di pubblica utilità, scuole, trasporto pubblico, detenuti, accanto agli anziani più vulnerabili. Ma l’ordine è ancora da stabilire

L’ultima autorizzazione per il vaccino contro il coronavirus in Italia, il via libera dell’Agenzia italiana per il farmaco, potrebbe arrivare in tempi record: “Secondo me in 24 ore si può fare”. Lo dice, in un’intervista alla Stampa, Walter Ricciardi, consigliere del ministro della Salute Roberto Speranza e docente di Igiene all’Università Cattolica di Roma. “So – spiega – che i ministri europei vogliono garantire che il vaccino arrivi ai cittadini il più rapidamente possibile: tutto quanto si potrà fare per accelerare sarà fatto”.

In Europa si partirà tutti insieme, spiega Ricciardi: “I ministri di otto Paesi europei hanno concordato di coordinarsi in modo da partire tutti insieme. Dopo l’ok dell’Ema, le agenzie nazionali approveranno rapidamente: da quel momento in poi i vaccini potranno essere somministrati sul territorio nazionale. Io credo che dal via libera dell’Ema entro 24-72 ore si potrà iniziare a vaccinare. Sarà l’inizio della vaccinazione, ma non di massa. Non è che dal giorno zero si potranno fare milioni di dosi: se ne potranno somministrare migliaia anche perché le dosi all’inizio saranno relativamente poche. Per questo i Paesi hanno stabilito priorità funzionali a proteggere innanzitutto il personale sanitario e le persone più fragili, a partire dagli anziani ospiti delle residenze sanitarie. Via via saranno coperti pezzi sempre più ampi della popolazione”.

Il vaccino in Italia “verrà spedito subito dopo l’approvazione dell’Aifa, perché prima non potrebbe circolare. Ma visto che partirà dal Belgio, in due ore potrà essere in Italia”. Per l’immunità di gregge, però, “ci vorranno molti mesi: se ci organizziamo bene direi entro la fine del prossimo anno”.

Sul Vaccino “stiamo lavorando e siamo pronti. È ovviamente un lungo percorso che riguarderà mesi. Iniziamo con fine dicembre, poi gennaio, febbraio… aprile. Ci vorrà pazienza perché le scorte arriveranno un po’ per volta perchè si tratta di un Vaccino mondiale. Ma comunque l’Italia, come ha dimostrato in questi mesi, sarà di esempio per gli altri paesi”. Così il ministro per i Rapporti con il Parlamento Federico D’Incà parlando a Start su Sky Tg24.

Redazione