Il trasporto è il biglietto da visita di una città. A Napoli la fase 2 dell’emergenza coronavirus ha registrato criticità sui mezzi di Anm e Eav negli orari di punta. Due i motivi principali: la capienza ridotta fino al 25% per rispettare il distanziamento sociale e il numero esiguo di mezzi e personale a disposizione che molto spesso non consentono di potenziare in modo adeguato il servizio, soprattutto negli orari caldi.

Assembramenti non consentiti alle fermate degli autobus di Mergellina, dove prima delle 8 di mattina si radunano numerose lavoratrici, molte delle quali di origine straniera, che grazie al C16 e al 140 raggiungono il quartiere di Posillipo e le abitazioni in cui sono chiamate a prestare servizio.

Altro afflusso anomalo è stato registrato sulla linea della Circumflegrea, quella che collega l’area occidentale di Napoli con il centro storico (Torregaveta-Montesanto, passando per Licola, Quarto, Pianura), dove in tanti, tra cui molti migranti, si sono riversati nei vagoni anche senza indossare la mascherina, strumento indispensabile per questa fase 2.

Due casi, quelli registrati a Mergellina e a Licola, che hanno subito inquadrato le problematiche relative al trasporto pubblico a Napoli. In un momento dove scuole, università e oltre il 50% delle attività commerciali sono ancora chiuse, occorre correggere e migliorare il servizio in visto di un afflusso maggiore, previsto già tra qualche settimana.

“La fase 2 è in una fase embrionale, le difficoltà si stanno avendo solo negli orari di punta” spiega Pasquale Laudanno, autista Anm da oltre 20 anni. “Alcune fermate io e i colleghi non possiamo effettuarle proprio a causa dell’affluenza. Ci sono alcune iniziative fatte dall’azienda per potenziare queste linee che possono reggere oggi ma alla ripresa di altre attività sarà difficile fare la conta delle persone all’interno del bus” aggiunge.

Ma quali sono i problemi principali da risolvere? Innanzitutto quelle relative alla capienza limitata. Sugli autobus dove prima viaggiavano anche 30-40 persone adesso possono salire al massimo 15 persone. Nei vagoni di metro e circum, che arrivavano ad ospitare negli orari di punta anche 3-400 persone, ora possono essere ospitate circa un centinaio.

Ma come si fa a coordinare l’afflusso dei passeggeri? “Già sono avvenuti alcuni litigi tra persone che attendevano e bus che non potevano effettuare le fermate – spiega Laudanno -. Quando c’è la capienza massima mettiamo la scritta ‘bus completo’ e cerchiamo di effettuale le fermate, per quanto riguarda la discesa, non molto distante dalle pensiline per fare in modo che non si registrano ulteriori criticità”. Resta il nodo però relativo a chi dovrebbe controllare l’afflusso sui mezzi pubblici. Gli autisti da soli non riescono e non possono farlo. Se nelle metro il via vai dei passeggeri è regolato dai tornelli, sugli autobus e in alcune stazioni ‘aperte’ dell’Eav il discorso è più complicato.

“Fate presto” – “Per migliorare dobbiamo lavorare tutti insieme, noi e l’azienda, per garantire un servizio migliore perché il trasporto è il biglietto da visita della nostra città” spiega Laudanno. Il problema resta strutturale per mancanza di mezzi e personale. “Fate presto, questo è solo il primo giorno” commenta un autista di passaggio alla guida di una delle tante linee dell’Anm