In Senato
Capire il referendum del 22 e 23 marzo. Presentato l’instant book “Il giudice giusto”
Una storia di giustizia e 50 argomentazioni per spiegare l’importanza delle ragioni del Sì al prossimo referendum del 22 e 23 marzo. L’instant book, redatto dall’avvocato Stefano Giordano e dal giornalista del Riformista Aldo Torchiaro in occasione della campagna referendaria, è stato presentato ieri nella Biblioteca Giovanni Spadolini di Palazzo della Minerva, sede della Biblioteca del Senato.
L’evento ha preso avvio con l’intervento del presidente del Consiglio nazionale forense, Francesco Greco, che si è soffermato sul carattere acceso della propaganda: «La campagna referendaria del No è stata basata sulla disinformazione e si è verificato un innalzamento dei toni inaccettabile». E poi sulla riforma: «Non si tratta di qualcosa che stravolge il nostro sistema giudiziario. Si tratta di separare le carriere ottenendo così l’obiettivo del giusto processo». Ex deputata radicale e presidente dell’associazione Nessuno tocchi Caino, Rita Bernardini ha rimarcato: «Non vincere questo referendum sarebbe un ritardo del nostro Paese nell’affermazione di diritti fondamentali come quello del giusto processo». Ministro della Giustizia con Andreotti e Amato e stretto collaboratore di Giovanni Falcone, Claudio Martelli ha esordito citando una sua espressione contenuta nel libro: «Il Sì non è una garanzia di cambiamento, ma è l’unica possibilità di cambiamento»; e ha illustrato le sue ragioni: «I due Csm, l’istituzione dell’Alta corte e la presenza di una responsabilità civile per i magistrati rendono possibili ulteriori modifiche».
L’efficacia e la semplicità del libro sono pregi sottolineati anche dalla deputata di FdI, Carolina Varchi, presente all’evento, che ha spiegato il senso della riforma: «Questa vanificherà lo strapotere delle correnti riportandole a ciò che avrebbero dovuto essere sulla carta». A farle eco sul ruolo sporco delle correnti, il senatore di FdI, Sandro Sisler: «Portiamo avanti questa riforma perché siamo a favore di quei magistrati che non vogliono più essere sottomessi ai ricatti correntizi». Tra i politici presenti sono intervenuti sulla riforma anche i senatori di FdI, Gianni Berrino e Salvo Sallemi. Il primo ha ribadito: «Vogliamo una magistratura senza pregiudizi. Ed è questo che intendiamo raggiungere votando Sì», mentre il secondo ha evidenziato l’utilità della modifica costituzionale: «È una riforma che serve alla nazione. Dobbiamo consentire a tutti di essere giudicati da un giudice, quantomeno separato dal correntismo».
A chiudere la presentazione ci ha pensato l’autore del libro, Stefano Giordano: «Sono figlio e nipote di magistrati. Questa riforma non è contro chi giudica. Da questa campagna abbiamo capito che l’Anm è il cancro della magistratura e i magistrati liberi vogliono che questa sia eliminata, ma non hanno il coraggio di dirlo. Abbiate voi – ha concluso l’avvocato, rivolgendosi alla platea – il coraggio di recarvi alle urne per votare Sì».
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