In tre anni sono quadruplicati i casi di detenuti trovati dentro le Carceri con un telefonino: erano 355 nei primi nove mesi del 2017 e sono diventati 1412 nell’anno corso, sino alla fine di settembre. Balzo in avanti anche per la presenza di stupefacenti negli istituti penitenziari: se nei primi nove mesi del 2017 è stata trovata droga 353 volte – o addosso agli stessi detenuti, o in aree comuni o in occasioni dei colloqui- quest’anno siamo gia’ quota 587. Di fronte a un trend in netta salita che si spiega con il maggior numero dei detenuti presenti negli istituti penitenziari, ma anche, per quanto riguarda i cellulari, con i progressi della tecnologia che ha portato a dispositivi elettronici sempre più piccoli e dunque più facili da nascondere, il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria corre ai ripari.

E nella scelta degli investimenti e delle spese da effettuare per il 2019, ha preferito privilegiare l’acquisto di strumenti e tecnologie (a partire da jammer e metal detector) in grado di migliorare il contrasto all’introduzione di sostanze illecite negli istituti nonchè di rilevare, inibire o isolare gli apparati telefonici mobili introdotti abusivamente. In tutto sono stati stanziati circa 3,5 milioni di euro per il 2019 per migliorare la sicurezza dei penitenziari e che hanno permesso l’acquisto di specifiche apparecchiature, per cui e’ stata avviata – e in qualche caso già ultimata – la distribuzione.

A fornire i numeri del fenomeno e degli strumenti e delle tecnologie acquistati per contrastarlo è lo stesso Ministero della Giustizia,tramite Gnews, il suo notiziario online. Nel dettaglio sono stati acquistati 90 apparecchi per il controllo radiografico dei pacchi: suddivisi in tre lotti da 30, sono in fase di distribuzione ai Provveditorati che poi li assegneranno agli istituti del territorio. La loro installazione sarà ultimata entro la primavera del 2020. Quaranta metal detector ‘a portale’ sono già stati distribuiti a altrettanti istituti: saranno tutti installati entro fine anno. E ancora: distribuiti già 40 jammer per l’inibizione delle frequenze telefoniche.

La gran parte è andata agli 11 Provveditorati, che decideranno come assegnarli sul territorio; 2 al Nucleo Investigativo Centrale (Nic), 2 al Gruppo Operativo Mobile (Gom) e 3 alla task-force che si occupa dei concorsi. Completano l’elenco 2 apparati Imsi per la cattura di frequenze telefoniche, importanti e costosi strumenti che permettono la rilevazione del telefono chiamante e del telefono chiamato (già acquistati e a breve saranno messi a disposizione del Gom); 200 rilevatori manuali di telefoni cellulari, anche spenti (acquistati, saranno distribuiti entro fine anno); 65 apparati rilevatori di traffico di fonia e dati (distribuiti a breve). Inoltre, nella programmazione per il 2020 il Dap ha già previsto, fra gli altri, l’acquisto di metal detector ‘a portale’ di nuova generazione, che permettono contemporaneamente il rilevamento di corpi metallici e apparecchi telefonici.