Case più green che consumano meno e inquinano ancora meno. È questo che stabilisce la direttiva europea per l’efficientamento degli edifici che dovrebbe vedere il primo via libera il 24 gennaio: l’obiettivo è rendere entro il 2030 tutti gli edifici più green, con meno emissioni legate ai consumi. Una direttiva molto dibattuta che in un primo momento aveva tempi strettissimi, fissati al 2027. Poi alcune modifiche e lo slittamento dei tempi. Cosa prevede? Quali saranno i lavori che dovranno fare i cittadini per adeguarsi alla norma?

Tra le ultime modifiche quella che prevede che entro il 2030 tutti gli edifici siano di classe energetica E. A questa categoria in genere fanno parte le case costruite in Italia tra gli anni 80 e 90. Secondo quanto riportato dal Corriere circa il 60% degli edifici italiani si colloca tra classe F e G. Entro il 2033 la direttiva impone poi il passaggio obbligato alla classe D. Per passare alla classe energetica successiva è necessario ridurre i consumi energetici di circa il 25% e per farlo servono interventi mirati tra cui: cappotto termico interno o esterno, sostituzione degli infissi, nuova caldaia a condensazione. Obiettivo è arrivare a emissioni zero tra il 2040 e il 2050. In una prima bozza c’era anche l’ipotesi di possibili sanzioni o limitazioni nella messa in affitto di immobili che non rispettano la direttiva.

La direttiva è una risposta ai cambiamenti climatici, per ridurre l’inquinamento ed è uno dei passaggi per conseguire la neutralità climatica entro il 2050. Basti pensare che gli edifici sono responsabili di oltre un terzo delle emissioni di gas a effetto serra nell’Ue e il 75% di essi è inefficiente dal punto di vista energetico. La sfida è importante soprattutto per l’Italia che ha strutture tendenzialmente antiche ed è molto diffusa la proprietà immobiliare. I proprietari di casa in meno di 10 anni dovranno adeguarsi alla direttiva.

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Laureata in Filosofia, classe 1990, è appassionata di politica e tecnologia. È innamorata di Napoli di cui cerca di raccontare le mille sfaccettature, raccontando le storie delle persone, cercando di rimanere distante dagli stereotipi.