È il commissariamento della Banca popolare di Bari a prendersi la scena durante la conferenza stampa al ministero della Salute che ha visto protagonisti il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e il ministro Roberto Speranza, chiamati a dettagliare i primi cento giorni di attività del governo in materia di salute.

IL COMMISSARIAMENTO DI BANKITALIA – Ancora troppo forti infatti le polemiche dopo il Consiglio dei ministri convocato d’urgenza nella serata di venerdì. Il governo era chiamato a votare un decreto ad hoc dopo che Bankitalia aveva comunicato a borse chiuse il commissariamento dell’istituto di credito pugliese, alle prese con un piano di ristrutturazione con un aumento di capitale fino a un miliardo di euro.

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LA TENSIONE PER IL CDM – Il decreto infatti non è mai arrivato per le resistenze dei renziani di Italia Viva, che non hanno partecipato al Cdm perché convocato “senza alcuna condivisione e dopo aver espressamente escluso ogni forzatura o accelerazione su questa delicata materia”. Un chiaro ‘no’ è arrivato anche dal Movimento 5 Stelle, con Di Maio che aveva parlato di “riflessione, noi aiutiamo i risparmiatori, non gli amici delle banche”.

“Il fatto di aver convocato un Consiglio d’urgenza ha creato ipersensibilità tra le forze politiche – ha affermato Conte – in passato il tema di intervento sulle banche è stato molto divisivo. Si è svolto questo Cdm, hanno partecipato i ministri che potevano, c’è stata un’informativa. Abbiamo condiviso le informazioni e fissato gli obiettivi”.

GLI AIUTI E LA BANCA DEL SUD – Conte durante la conferenza al Ministero ha quindi lanciato un suo piano per il Mezzogiorno: “Non tuteleremo nessun banchiere. Non agiamo a favore dei banchieri. Sollecitiamo azioni di responsabilità perchè non possiamo permetterci queste situazioni, vogliamo i nomi e i cognomi dei responsabili. Interverremo attraverso uno strumento nella pancia di Invitalia, Mediocredito Centrale. Cerchiamo di fare di necessità virtù. Assicureremo a Mediocredito centrale le necessarie risorse per poi, con un fondo interbancario, intervenire per rilanciare la Pop Bari. Avremo una sorta di Banca del Sud degli investimenti a partecipazione pubblica”.

IL ‘GIALLO’ DELLA CONVOCAZIONE  – Spiegando il perché dell’improvvisa convocazione del Consiglio dei ministri, nonostante nel pomeriggio di venerdì da Bruxelles avesse parlato di “sistema bancario italiano solido e in buona salute”, il premier ha chiarito la sua posizione: “Ho dovuto essere omissivo per una ragione precisa, non creare allarme, i mercati erano aperti, e per segreto d’ufficio. Ero stato avvertito che era stata aperta una procedura di commissariamento da parte di Bankitalia. Atterrato in Italia, Gualtieri si era attivato per verificare cosa poter fare. C’era già stati dei contatti nei giorni precedenti, ieri è diventata attuale, ma non potevo anticiparlo alle telecamere, mi scuso”.

IL RAPPORTO CON RENZI – Conte ha provveduto anche a smorzare la tensione con Matteo Renzi: “Non c’è nessuna tensione. Ci siamo sentiti, non con Renzi, ma con Marattin. Con Italia Viva gli obiettivi sono condivisi. Chi ci sarà nel cdm? Non lo abbiamo ancora fissato, non posso dire chi chi sarà”.

Redazione