La Corte di giustizia europea ha dichiarato che la Spagna avrebbe dovuto liberare l’attivista catalano Oriol Junqueras dalla prigione per consentirgli di assumere il suo ruolo di deputato europeo dopo le elezioni di maggio. Junqueras gode di un’immunità che “comporta la revoca di qualsiasi misura di detenzione provvisoria imposta prima della dichiarazione delle elezioni di quel membro”, ha dichiarato la Corte, in una sentenza letta dal presidente della Corte di giustizia Koen Lenaerts.

LA CONDANNA E L’ARRESTO – Junqueras, ex vicepresidente regionale della Catalogna, era stato condannato lo scorso 14 ottobre dalla Corte suprema spagnola assieme ad altri leader politici catalani per la dichiarazione unilaterale di indipendenza. Al presidente di Esquerra Republicana de Catalunya era stata inflitta una pena di 13 anni di reclusione per i reati di sedizione e appropriazione indebita di fondi pubblici, con il procuratore che ne aveva chiesti 25. Il politico indipendentista è attualmente recluso in Spagna e al momento della sua elezione al Parlamento europeo del 26 maggio scorso si trovava in carcere preventivo.

LE RIPERCUSSIONI DELLA SENTENZA – La sentenza della Corte di giustizia europea potrebbe avere ripercussioni anche su altri due leader indipendentisti catalani, l’ex presidente Carles Puigdemont e Toni Comin. Anche loro due, come Junqueras, erano stati eletti alle ultime Europee e non hanno potuto prendere funzioni perché impossibilitati a recarsi a Madrid per prestare giuramento sulla Costituzione spagnola, come prevede la legge nazionale. In caso di ritorno in patria i due sarebbero infatti immediatamente arrestati dalle forze dell’ordine spagnole.

Redazione