Un annuncio di lavoro che se fosse uno scherzo, non farebbe comunque ridere nessuno. “Studio di architettura specializzato in interni con sede a Napoli (zona Posillipo, via Manzoni) cerca RAGAZZA con disponibilità immediata”. Respiriamo e fermiamoci un attimo prima di continuare con il contenuto dell’annuncio. Cercasi ragazza.
Ecco, in questo preciso momento, nel 2022, ancora stiamo parlando di parità dei sessi, di come sia difficile per una donna costruirsi una carriera senza inciampare in commenti sessisti, in apprezzamenti idioti, in frase fatte e luoghi comuni.

In questo preciso momento l’Italia discute di misure per agevolare le donne nel campo del lavoro e far sì che abbiano le stesse opportunità dei colleghi del sesso opposto. In questo momento un architetto cerca una ragazza per il suo studio. Non una laureata o laureanda alla Facoltà di architettura, non un architetto, non una laureata per uno stage, non una professionista con magari già esperienza alle spalle per un lavoro part time o full time. Niente di tutto questo. Qui si cerca una ragazza. Ma ragazza è un termine che tutt’al più si usa tra i giovanissimi per indicare un’amica o una fidanzata, non certo in contesti professionali per indentificare una figura professionale che deve entrare a far parte di un contesto lavorativo. Ma forse con il termine ragazza si vuole già sottolineare che lo stipendio, ammesso che sia previsto un compenso visto che nell’annuncio non c’è traccia del vile danaro, non sarà certo adeguato al lavoro che la ragazza dovrà svolgere.

Della serie è una ragazza, mica una donna che lavora. Cosa si intende per ragazza e cosa dovrebbe fare la suddetta non è dato di sapere. L’annuncio di lavoro, meglio manifesto che trasuda ignoranza e sessismo da ogni riga, continua così: “la ragazza avrà la possibilità di vivere e partecipare alla professione in ogni minimo dettaglio, acquisendo esperienza complessiva della professione da architetto”. Tralasciando gli errori grammaticali, che verso la fine del testo diventano anche più imbarazzanti, in pratica questi professionisti cercano una ragazza che potrà addirittura partecipare alle attività dello studio e imparare. Perché solitamente quando ci si reca al lavoro cosa si fa? Non risulta, penso a nessuno, che si stia su un divano a vedere serie tv o film su Netflix.

Solitamente quello che si fa è proprio partecipare alle attività legate alla professione. Ma qui ci tengono a dire che la fortunata fanciulla potrà imparare. Ma il termine stage (che pure prevede una retribuzione minima, solitamente indicata come rimborso spese) non compare mai. Stai a vedere che la poveretta dovrà anche pagare per poter partecipare alla vita del prestigioso studio in questione? Probabile. Oltre a far venire i brividi ed essere un testo che andrebbe usato nelle scuole elementari per far comprendere ai bambini come non ci si comporta e non ci si rivolge mai a nessuno, è anche un annuncio illegale. Ai sensi delle leggi 903/77 e 125/91 infatti gli annunci di lavoro devono essere rivolti a entrambi i sessi e a persone di tutte le nazionalità, ai sensi dei decreti legislativi 215/03 e 216/03. Di cattivo gusto e contro la legge. Speriamo che sia uno scherzo.

Nata a Napoli il 28 settembre 1992, affascinata dal potere delle parole ha deciso, non senza incidenti di percorso, che sarebbero diventate il suo lavoro. Giornalista pubblicista segue con interesse i cambiamenti della città e i suoi protagonisti.