Ha chiesto cibo più adeguato per il suo stato di salute. Una richiesta legittima che ha però provocato le reazioni populiste e giustizialiste di esponenti politici abituati a cavalcare le polemiche e provare a strappare (pseudo) consensi sui social.

Cesare Battisti, ex terrorista dei Proletari armati per il comunismo, sta scontando nel carcere di Massama (Oristano) l’ergastolo. E’ detenuto in isolamento in una sezione del carcere, l’As2, dove non ha modo non solo di relazionarsi con altri detenuti, ma neppure di acquistare o cucinarsi il cibo in autonomia come fanno invece gli altri reclusi.

Così attraverso il suo legale Gianfranco Sollai ha chiesto cibo più adeguato e sollecitato esami specialistici a causa delle sue condizioni di salute. “Il cibo influenza il nostro stato di salute, che e’ un principio costituzionalmente garantito – spiega Sollai -. Il mio assistito si trova in stato di isolamento e può mangiare solo cibo somministrato dall’amministrazione, mentre gli altri detenuti possono cucinare il cibo portato dai parenti o acquistato. Abbiamo sollecitato anche analisi ed esami per accertare il suo stato di salute”.

Una denuncia lecita che arriva pochi giorno dopo la lettera del boss della mafia catanese Salvatore Cappello condannato all’ergastolo (Da 23 anni al 41 bis, boss scrive a Mattarella: “Fucilatemi, uccidetemi, non posso farmi nemmeno un uovo fritto”).

Scontate le polemiche, naturalmente via social, del segretario della Lega Matteo Salvini: “Assassino comunista si lamenta del menù in carcere? Taci e digiuna, vigliacco”. Gli fa eco la presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni: “Abituato al caviale mangiato in questi anni insieme alle anime belle della sinistra, Cesare Battisti ora si lamenta della qualità del cibo del carcere nel quale è detenuto. E’ la dura vita degli assassini che pagano per i loro crimini, Cesare. Confido che nessuno perda tempo ad assecondare le ridicole lamentele di questo personaggio”.

Salvini e Meloni probabilmente dimenticano che in Italia non esiste la pena di morte e che, anche il più efferato degli assassini, ha in carcere una dignità e dei diritti che vanno rispettati.

Battisti è stato ascoltato dai giudici del Tribunale di sorveglianza di Cagliari e dovrà attendere entro una decina di giorni la decisione sulla sua richiesta, contestata in aula dal procuratore generale.