Quattro rifiuti elettronici, i Raee, su dieci che quotidianamente escono dalle case degli italiani sfuggono al corretto trattamento per lo smaltimento. Lo testimonia l’indagine di Altroconsumo ed Ecodom dal titolo “Dov’è finito il mio frigorifero?”. I due enti hanno fatto un esperimento coinvolgendo oltre 200 consumatori italiani che hanno acconsentito a far installare un tracker GPS all’interno dei propri Raee per seguirne i percorsi una volta usciti dalle loro abitazioni diretti alla discarica. E hanno scoperto che frigoriferi, lavatrici, lavastoviglie, asciugatrici, e congelatori detti anche “i grandi bianchi”, una volta che in casa non servono più, non arrivano agli impianti di smaltimento autorizzati scomparendo in discariche abusive, in altre abitazioni private, in depositi o nei mercatini dell’usato. In alcuni casi arrivano addirittura in Africa attraverso commerci illeciti.

 

 

Il campione di elettrodomestici, costituito da frigoriferi, congelatori, lavatrici, lavastoviglie e asciugatrici, è stato monitorato per circa 4700 ore totali. Il risultato finale è stato piuttosto desolante: il 39% dei Raee è sfuggito a un corretto trattamento finale, concludendo la sua corsa in impianti non autorizzati, magazzini e mercatini dell’usato. “Flussi paralleli che – ha spiegato Claudia Chiozzotto di Altroconsumo – generano gravi problemi come un riciclo non ottimale, l’alimentazione di circuiti illeciti e un danno ai consorzi e alla collettività”.

Normalmente i cittadini possono disfarsi di un Raee attraverso i sistemi di raccolta comunali, le isole ecologiche oppure tramite i negozi da cui acquistano una nuova apparecchiatura. Quando il Raee arriva all’isola ecologica o nel luogo di raggruppamento per tutto ciò che arriva dai negozi, viene portato agli impianti di trattamento per il riciclo. Seguendo da remoto il percorso compiuto dai 200 Raee monitorati da Altroconsumo è venuto fuori che 107 apparecchi hanno raggiunto l’impianto di trattamento atteso per quella zona. Il 61% del campione di 174 apparecchi è giunto al corretto traguardo di trattamento e viene giudicato positivamente ai fini dell’inchiesta. Il restante 39% però (67 percorsi) non ha avuto esito positivo, perché i Raee non hanno terminato il loro percorso in impianti autorizzati al trattamento.

Le strade intraprese sono svariate. In 21 casi, lavatrici (14), lavastoviglie (5) e asciugatrici (2) sono state conferite per lo più (16 casi) direttamente in isola ecologica da parte dei cittadini, sono arrivate in impianti di trattamento corretti, ma poi sono proseguiti verso un rottamaio. In altri casi i Raee dalla prima isola ecologica in cui sono stati conferiti, passano a un impianto di trattamento e poi vengono riconsegnati in un’altra isola ecologica. Questi passaggi da un’isola ecologica all’altra, passando da un impianto di trattamento che, seppure autorizzato o accreditato, non effettua nessun trattamento al Raee (poiché il device non viene intercettato o staccato) testimoniano che questi apparecchi non seguono il flusso più corretto di trattamento, perché non vengono trattati là dove dovrebbero. Poi ci sono i casi in cui i Raee passano all’illecito, arrivando ai mercatini dell’usato. Sono quindi stati re-introdotti sul mercato come prodotti da soggetti privi di autorizzazione alla preparazione per il riutilizzo dei Raee, non sono stati né controllati né ricondizionati, con potenziali danni per la sicurezza dei consumatori.

Da questi casi emerge la necessità di regolamentare il settore della preparazione al riutilizzo dei RAEE, poiché i cittadini che acquistano un elettrodomestico presso i 12 mercatini dell’usato incontrati nell’inchiesta non hanno alcuna certezza riguardo l’origine dell’apparecchio, al suo funzionamento, alla sicurezza e alla garanzia. “Questa indagine – ha detto Maurizio Bernardi, Presidente di Ecodom – ci ricorda che i produttori di apparecchiature elettroniche possono fare alcuni controlli, ma non possono sostituirsi alle autorità competenti nell’azione di vigilanza”. Il Direttore Generale di Ecodom, Giorgio Arienti, ha sottolineato l’importanza di un’azione che coinvolga tutti gli stakeholder e, soprattutto, i rappresentanti dello Stato.