La nuova variante del coronavirus emersa in Inghilterra è già in Italia. È stato comunicato ieri. Il ministero della Salute ha chiuso ai voli in arrivo dal Regno Unito. All’Ospedale Spallanzani di Roma, centro specializzato nella cura e nello studio delle malattie infettive, è partito l’isolamento della sequenza del virus per verificare la cosiddetta variante. Lo studio riguarda i test eseguiti sul passeggero sbarcato ieri all’aeroporto di Fiumicino e risultato positivo. I virus mutano, dicono gli esperti, non c’è da cadere nel panico. Improbabile che il nuovo ceppo resista ai vaccini sviluppati finora, ha aggiunto il Presidente del Consiglio Superiore di Sanità Franco Locatelli. La nuova variante è stata comunque giù tracciata anche in Danimarca, Paesi Bassi, Islanda e Australia.

È una donna, l’italiano positivo alla variante britannica. Non è ricoverata, secondo quanto scrive l’Ansa, si trova in isolamento nella sua abitazione di Roma con il compagno. Quest’ultimo, di origini britanniche, era rientrato pochi giorni prima dal Regno Unito. Anche lui positivo, non è ancora stato conclamato a quale variante. La donna ha una forte carica virale. Ha 42 anni, lavora all’intelligence dell’Aise. Un altro caso sospetto di positivo alla nuova variante riguarda una 25enne di Bari. La ragazza sarebbe rientrata giovedì da Londra, secondo Repubblica. Tre positivi sono intanto emersi sul volo Londra-Palermo atterrato ieri sera in Sicilia. Tutta Europa ha intanto chiuso ai voli dall’Uk come ha fatto l’Italia.

“Allarmismo mediatico e politico sproporzionato rispetto alle evidenze scientifiche”, ha intanto lamentato il Presidente della Fondazione Gimbe Nino Cartabellotta. “La variante di Sars-CoV2 che sta circolando in questo momento a Londra e nel sud est dell’Inghilterra – ha commentato il Direttore Generare della Prevenzione del ministero della Salute, Gianni Rezza – presenta delle mutazioni sulla proteina di superficie del virus, la cosiddetta Spike. Nonostante si ipotizzi che queste mutazioni possano aumentare la è trasmissibilità del virus, non sembrano alterare né l’aggressività clinica né la risposta ai vaccini”.

IL CEPPO – Il 14 dicembre in conferenza stampa il ministro della Sanità britannico Matt Hancock comunicava ufficialmente l’evidenza del nuovo ceppo inglese. Il 9 dicembre la variante risultava presente nel 62% dei casi a Londra, 59% nell’Inghilterra orientale e 43% nel Sud-Est, secondo quanto riferito da Patrick Vallance, a capo dei consulenti scientifici del Governo. Larga parte della conferenza stampa in cui il Premier inglese Boris Johnson ha comunicato ulteriori restrizioni a Natale per Londra e altre aree a rischio 4, è stata dedicata alla nuova variante. Potrebbe essere più aggressiva, in termini di trasmissibilità, del 70%. Aspetti ancora tutti da chiarire da esami e test scientifici.

Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) ha fatto sapere che la variante è già in circolo da novembre e che non c’è al momento alcuna indicazione sul fatto che le infezioni possano essere più gravi. Necessari “sforzi tempestivi”, secondo l’agenzia con sede a Stoccolma, per prevenire e controllare il nuovo ceppo.

Redazione