C’è anche Marco Gervasoni tra i destinatari delle perquisizioni che hanno interessato 11 persone in tutta Italia. Il motivo dei controlli? Insulti, minacce e incitamenti all’odio nei confronti del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella secondo la Procura di Roma. Tra questi anche giornalisti, un fioraio, un dentista, e quindi Gervasoni, professore romano di 53 anni. Il caso sta diventando politico.

CHI E’ – Gervasoni è professore di Storia Contemporanea nel Dipartimento di Scienze Umane Sociali dell’Università del Molise. È saggista, è stato direttore scientifico della Fondazione Craxi. Le sue pubblicazioni lo hanno reso una sorta di neo ideologo del sovranismo e un critico acceso dell’establishment e della sinistra “radical chic”. Gervasoni si è laureato in Lettere all’Università di Milano e ha fatto il dottorato in Storia politica-Ecole des Hautes Etudes en Sciences Sociales, a Parigi. È un commentatore del quotidiano Il Giornale.

Ha richiamato più volte l’attenzione in passato per via delle sue uscite sui social. Definì Ilaria Cucchi “la Segre dei poveri”. È finito nel report dell’Osservatorio Antisemitismo dopo l’appoggio della stessa senatrice Liliana Segre a sostegno del Governo Conte. In quel caso scrisse una serie di post: “ebrea di professione, stro**a, vecchia rinco*****ita, sionista pensa ai palestinesi, senatrice senza meriti che lucra sull’Olocausto, vecchia ignorante e in malafede, personaggio squallido”.

 

Fece molto discutere il suo commento a una copertina del settimanale L’Espresso, del settembre scorso, con un primo piano di Elly Schlein, vicepresidente della Regione Emilia Romagna. “Ma che è, n’omo?”, scrisse Gervasoni. L’Università prese le distanze dal professore e Gervasoni si giustificò: “Si possono fare commenti sul fisico della Meloni, di Salvini, Trump e Berlusconi. Mentre non è consentito farlo su esponenti di sinistra. Lo abbiamo visto molte volte. Ho pensato quindi di fare questo piccolo esperimento dopo aver visto l’interessante copertina de L’Espresso, che giocava sull’immagine mascolina di Schlein, la quale è stata più volte definita gender fluid”.

 

POLITICA – Ha anche apprezzato in passato la posizione di Fratelli d’Italia sul blocco navale nel Mediterraneo per impedire l’arrivo dei migranti e la scelta di fare opposizione al governo Draghi. “Ha ragione Giorgia Meloni, la Sea-Watch va affondata. Quindi Sea-Watch bum bum, a meno che non si trovi un mezzo meno rumoroso”, scrisse in un tweet nel 2019. E si giocò la collaborazione con l’Università Luiss. Gervasoni sostiene la tesi dell’“invasione”, per quello che riguarda i migranti. Ha criticato le scelte della Lega di appoggiare il governo Draghi. E sul presente del centrodestra ha osservato: “Ottima cosa. Se la Lega diventerà una forza liberale con Fratelli d’Italia patriottico conservatore, il nuovo centrodestra potrebbe nascere”, ha scritto in uno dei suoi ultimi post su Facebook.

IL CASO – I Carabinieri del Ros, nelle indagini condotte dal pm Eugenio Albamonte, hanno sequestrato nella sua abitazione pc e telefoni. Secondo diversi giornali il professore sarebbe anche attivo sulla piattaforma social russa VKontakte, simile a Facebook, che dà spazio a gruppi e militanti di stampo suprematista e anche antisemita. A difesa di Gervasoni si è schierato il direttore editoriale del quotidiano Libero Vittorio Feltri. A chiedere chiarezza sulle ispezioni anche Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia: “Mi auguro ci siano ragioni solidissime per la retata nei confronti di 11 persone accusate di una ‘rete sovranista’ su internet e forse di ‘vilipendio al Presidente della Repubblica’. Altrimenti ci troveremmo davanti a un episodio che ricorda i peggiori regimi autoritari”.

 

“Marco Gervasoni perquisito per le minacce a Sergio Mattarella? Conosco Gervasoni ed è una cosa che mi pare assolutamente assurda e ridicola. Ma non c’è da stupirsi, è la procura di Roma che non ha niente di meglio da fare”, ha detto il direttore de Il Riformista Piero Sansonetti all’Adnkronos. “Del resto la Procura di Roma è quello che è, non è una novità. Non riescono a fare altro che perseguire i reati d’opinione: o le intercettazioni, o i reati d’opinione – ha osservato – Mi sembra molto improbabile che Gervasoni organizzi minacce a Mattarella, ma mi sembra anche molto curioso che si debba fare un’inchiesta su messaggi contro Mattarella: contro Mattarella dici quello che vuoi, in una società libera si può dire quello che si vuole. Una ‘campagna d’odio contro Mattarella’ è un concetto ridicolo. Il reato di vilipendio al presidente della Repubblica è il reato più ridicolo che esista in un qualunque codice penale. Bisognerebbe spiegare a questi che siamo nel 2021, ma non sarà facile”.

Giornalista. Ha studiato Scienze della Comunicazione. Specializzazione in editoria. Scrive principalmente di cronaca, spettacoli e sport occasionalmente. Appassionato di televisione e teatro.