Tutto si è consumato nel giro di pochi concitati istanti. Salman Rushdie è stato accoltellato più volte prima che parlasse a un evento pubblico a Chautauqua nello stato di New York. Erano le 11 del mattino. Secondo il racconto fatto da un giornalista dell’Ap, un uomo con la maschera nera sarebbe salito sul palco della Chautauqua Institution e avrebbe iniziato a colpirlo più volte. È caduto a terra e intanto l’aggressore veniva fermato dalla polizia. La governatrice di New York, Kathy Hochul, ha confermato che lo scrittore è vivo ed è sottoposto a cure in ospedale.

È dal 1989 che sullo scrittore incombe la fatwa, la condanna a morte, da parte dell’ayatollah Khomeini, leader dell’Iran. Il motivo sono i suoi “Versi Satanici”, l’opera che gli ha dato il successo nel 1988 ma che irritò Khomeini tanto da volerne la morte per blasfemia. Si tratta di una storia di fantasia in cui però l’autore alludeva alla figura di Maometto. Nonostante, dopo le prime proteste scoppiate nel mondo musulmano, Rushdie avesse definito Maometto in un articolo su The Observer come uno dei “grandi geni della storia mondiale”, Khomeini pronunciò la condanna il 14 febbraio del 1989 (il caso portò poi alla rottura delle relazioni diplomatiche tra Regno Unito e Iran). Da allora Rushdie vive sotto scorta. Rushdie è nato a Bombay nel 1947 e si è formato in Inghilterra.

‘I Versi Satanici’ oltre a condizionare la vita al suo autore ha anche causato la morte di molte persone in tutto il mondo: cinquantanove, secondo Bbc News, tra traduttori assassinati e persone rimaste uccise durante le manifestazioni di protesta e le contromanifestazioni di sostegno, nonchè quelle di condanna per la censura imposta al volume in alcuni Paesi.

Nell’agosto del 1989 una bomba scoppiata in un albergo londinese uccise l’attentatore, Mustafa Mahmoud Mazeh. Solo nel 2005 un giornalista del Times scoprì in un cimitero di Teheran una lapide che lo commemorava come “primo martire a morire in una missione per uccidere Salman Rushdie”. In Italia nel 1991 venne pugnalato nella sua abitazione milanese Ettore Capriolo, traduttore del libro, fortunatamente non a morte. Nello stesso mese fu assassinato il traduttore giapponese, Hitoshi Igarash. E, ancora, l’editore norvegese del libro, William Nygaard e il traduttore Kari Risvik furono minacciati. Nonostante fossero messi sotto protezione, Nygaard venne ferito a colpi di pistola l’11 ottobre del 1993.

Secondo quanto riportato dall’Ansa, dopo la fatwa Rushdie, che si dichiara ateo, si è abituato a vivere sotto scorta, nascosto al resto del mondo per circa un decennio. Poi, a poco a poco ha iniziato a riemergere. Nel 2004 si è nuovamente sposato, per la quarta volta, con la modella ed attrice indiana Padma Lakshmi, dalla quale però si è separato nel 2007. Nel 2015 ha aperto la Fiera del libro di Francoforte, evento che ha provocato il boicottaggio da parte dell’Iran.

Il governo iraniano, in maniera ambigua nel 1998 aveva affermato che non avrebbe più sostenuto la fatwa, ma molte organizzazioni iraniane hanno invece continuato a raccogliere fondi per una ‘taglia’ sulla sua testa, da aggiungere ai circa 3 milioni di dollari originariamente offerti da Khomeini nel 1989 per la sua esecuzione. E le cose non sono poi cambiate dopo la morte di Khomeini. L’ayatollah Ali Khamenei, guida suprema iraniana, ha infatti rinnovato la fatwa nel 2017, e nel 2019, in occasione del ‘trentennale’, via Twitter ha scritto: “Il verdetto dell’Imam Khomeini riguardo a Salman Rushdie si basa su versi divini e, proprio come i versi divini, è solido e irrevocabile”.

Dal 2000 vive a New York. È l’autore, fra l’altro, di I figli della mezzanotte (vincitore del Booker Prize nel 1981), L’ultimo sospiro del Moro, La terra sotto i suoi piedi, Shalimar il clown, L’incantatrice di Firenze e Joseph Anton, del reportage sul Nicaragua Il sorriso del giaguaro e dei volumi di saggi Patrie immaginarie e Superate questa linea, tutti pubblicati in Italia da Mondadori.

Laureata in Filosofia, classe 1990, è appassionata di politica e tecnologia. È innamorata di Napoli di cui cerca di raccontare le mille sfaccettature, raccontando le storie delle persone, cercando di rimanere distante dagli stereotipi.