Dal rock al punk, fino ad avvicinarsi al rap. Una carriera che ha abbracciato più generi quella di Willie Peyote, all’anagrafe Guglielmo Bruno, il rapper torinesi classe ’85 che farà quest’anno il suo esordio al Festival di Saneremo portando sul palco dell’Ariston “Mai dire mai (la locura)”.

La 71esima edizione del Festival vedrà quindi tra i partecipanti un rapper certamente poliedrico, ironico e dissacrante, che a Sanremo con “Mai dire mai” parlerà “dell’approccio alla cultura nel nostro paese. La musica, la politica, come viviamo la cultura dopo un periodo come quello che abbiamo trascorso nel 2020”, ha spiegato il rapper ai microfoni di RaiPlay.

Quanto al suo nome d’arte, è l’unione tra Willy il coyote, personaggio noto dei cartoni e “antagonista” di Beep Beep, e il peyote, allucinogena proveniente dall’America settentrionale. Ma Willie è anche un riferimento al suo vero nome, Guglielmo.

Un avvicinarsi al mondo della musica arrivato sin da bambino: Willie Peyote, laureato in Scienze politiche, proviene infatti da una famiglia di musicisti e ha seguito il padre e la sua band nei tour. Quanto alla sua carriera, Willie Peyote ha iniziato suonando il basso in una band punk-rock, mentre il rap “mi ha folgorato solo durante gli ultimi anni delle superiori. All’inizio cercavo di mettere un po’ di rap nei miei pezzi suonati, e ora invece cerco di mettere la musica suonata nei miei pezzi rap”, ha raccontato.

Una partecipazione che arriva dopo anni di soddisfazioni: il quinto anno in studio, Iodegradabile, del 2019, fino al singolo “La depressione” uscito nel novembre dello scorso anno, brano in un cui racconta il periodo di difficoltà dovuto al Covid-19.

Willie Peyote salirà sul palco dell’Ariston nella seconda serata di Festival, destinata ai secondi 13 dei 26 Campioni in gara.  Al termine delle votazioni della giuria demoscopica sarà stilata una classifica provvisoria dei 13 artisti in gara, che andrà poi a sommarsi alla classifica provvisoria dei 13 della prima serata, decretando così la classifica completa delle prime due serate.

La serata del 4 marzo, dedicata alla canzone d’autore, il rapper torinese sarà accompagnato da Samuele Bersani sulle note di “Giudizi universali”: “Mi ha fatto questa regalo, sono più emozionato per avere Samuele Bersani vicino che non per il festival in sé. insieme ad altri mi ha insegnato a scrivere in un certo modo e la sua capacità di essere leggero e profondo contemporaneamente è sempre stato un obiettivo per me”, ha spiegato Willie Peyote a Loudvision.

Quanto al brano che porterà al Festiva, i presupposti per far discutere ci sono tutti. “Questa è l’Italia del futuro, un Paese di musichette mentre fuori c’è la morte”, è l’attacco di “Mai dire mai”, in un omaggio alla serie tv ‘Boris’ e al monologo della locura recitato da Valerio Aprea.

(calcagni) Napoletano, classe 1987, laureato in Lettere: vive di politica e basket.