“Se ieri ero arrabbiata, oggi lo sono ancora di più pensando che nonna Luciana, che aveva diritto di essere vaccinata da mesi, riesce a far rispettare un suo diritto solo perché qualcuno ha paura che io possa smuovere l’opinione pubblica. E invece le altre nonne che hanno lo stesso diritto e non hanno chi può farsi sentire mediaticamente come faranno?”. Chiara Ferragni dal suo profilo Instagram è dura e punta il dito contro il piano vaccinale della Regione Lombardia.

Racconta che la nonna di Fedez, la signora Luciana Violini, che pochi giorni fa ha compiuto 90 anni, è finalmente stata chiamata per al vaccinazione. Una chiamata che sarebbe arrivata solo dopo le polemiche lanciate da lei stessa su Facebook per criticare la gestione dei vaccini e i ritardi della campagna. Secondo quanto racconta l’influencer su Instagram un addetto alla vaccinazione avrebbe chiamato la signora Luciana dicendo: “Lei è la nonna di Fedez? Alle 12 può venire a fare il vaccino”.

Per Chiara Ferragni si tratterebbe di un episodio di ingiusto favoritismo solo per metterla a tacere. E si sfoga pensando a tutte le altre persone che ne avrebbero diritto e che invece non vengono chiamate. Chiama in causa i 500 morti al giorno che ancora ci sono e dice di essere un po’ ‘incazzata’ pensando a chi è rimasto senza lavoro, ai bambini a casa in Dad, a quanti hanno perso le persone care e dà la colpa agli “errori di chi dovrebbe prendersi cura di tutti noi” che invece continuano a susseguirsi.

“Vogliamo che vi diate una mossa, che se sbagliate chiediate, scusa, e poi lasciate le vostre poltrone a chi ne ha le capacità – continua Ferragni nel lungo post – Vogliamo vaccinare il prima possibile i nostri cari più fragili e smettere di avere paura che tra quei 500 morti al giorni possano esserci anche i nostri affetti”.

Poi passa in rassegna punto per punto gli errori fatti. “Prima non si riescono a comprare la mascherine o si comprano dalla Cina e sono pure troppo care, poi non si hanno i reagenti per i tamponi, e poi saltano i tracciamenti dei contagi e non si sono rinforzate le terapie intensive e adesso sto casino dei vaccini. Vedere la Lombardia che fa un casino dietro l’altro è scoraggiante”.

“Mi fa arrabbiare vedere i responsabili che continuano a sbagliare, sia quelli che c’erano e sono andati via che quelli che ci sono sempre statie sono ancora sulle loro poltrone senza vergogna. Fino ai nuovi responsabili, quelli che sono arrivati e non si prendono le colpe di quello che continua a succede. A me come a tutti non interessa chi siete, da quale partito arrivate e qual è la vostra storia, quello che ci interessa è l’incapacità di non riuscire nemmeno a prendere correttamente le prenotazioni di un vaccino di quello che potrebbe essere il nonno di tutti e si è fatto chilometri nella speranza di vaccinarsi”.

Nel suo lungo post, l’imprenditrice digitale sottolinea come “quello che ci lascia senza parole è vedere quanto siamo indietro con le vaccinazioni nonostante siamo stati i primi in Italia a trovarci in questo casino e a causa vostra saremo gli ultimi a uscire”.

Ferragni lancia poi un appello a Mario Draghi, “persona che stimo e alla quale va il mio supporto e comprensione”, e a tutti i politici. “Basta chiacchiere! Basta! Adesso bisogna rimboccarsi le maniche e lavorare perché la gente è stanca. Vogliamo tornare a essere lombardi, italiani, europei. Perché oggi non siamo più certi di poterlo essere”, conclude con gli hastag #svegliaItalia #wakeupEurope.

Quello di Chiara Ferragni è un post durissimo che però la Regione Lombardia ha smentito, come riportato dal Corriere della Sera. Dall’Ats spiegano che in questi giorni stanno riprogrammando gli appuntamenti per la somministrazione del vaccino anti-Covid dopo aver costatato che c’erano stati molti errori nella compilazione del modulo online di adesione. Anche alla signora Luciana sarebbe accaduta la stessa cosa: al momento della prenotazione per il vaccino, fanno sapere dall’Ats, la novantenne non aveva inserito la località di residenza ma solo la via e il numero civico e nessun operatore ha chiesto alla signora se fosse la nonna di Fedez.

Giornalista professionista e videomaker, ha iniziato nel 2006 a scrivere su varie testate nazionali e locali occupandosi di cronaca, cultura e tecnologia. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Tra le varie testate con cui ha collaborato il Roma, l’agenzia di stampa AdnKronos, Repubblica.it, l’agenzia di stampa OmniNapoli, Canale 21 e Il Mattino di Napoli. Orgogliosamente napoletana, si occupa per lo più video e videoreportage. E’ autrice del documentario “Lo Sfizzicariello – storie di riscatto dal disagio mentale”, menzione speciale al Napoli Film Festival.