Non doveva parlare, il senatore Lello Ciampolillo, come ha ricordato la Presidente del Senato Maria Alberti Casellati. E invece Ciampolillo – onorevole ex Movimento 5 Stelle, ora al Gruppo Misto, diventato famoso per il suo voto in extremis, rivisto al Var, a favore del governo Conte – ha insistito. Quando la Presidente aveva chiamato il voto sulla mozione – “lei non era iscritto a parlare, arriva sempre all’ultimo momento. Va bene, parli in dissenso però ogni volta …” – è arrivato il senatore no-xylella e pro-cannabis e ha quindi parlato.

Prima di attaccare con il suo intervento, una stilettata al senatore e segretario della Lega Matteo Salvini che arrivando aveva ironizzato: “Noi ci siamo, la Lega c’è. Convintamente. Non vediamo il senatore Ciampolillo, ma tanto ha tempo per arrivare in Aula prima del fischio finale… Già è cambiato il mondo, rispetto alla compravendita dei senatori di un mese fa. È questo è già un suo storico merito, aver riportato la serietà in questa Aula e per questo la ringraziamo”.

Proprio a Salvini Ciampolillo ha replicato senza mezzi termini. ”Caro Salvini, che credo non abbia mai lavorato in vita sua, continua ad offendere la mia persona. Mi ha offeso per aver votato Conte l’altra volta” e ora “cambia idee e giustifica il suo voto annunciando la mia fine. Denuncio questa becera e violenta campagna di odio di questa specie di politico da strapazzo, un pagliaccio, nei miei confronti”. Casellati ha invitato Ciampolillo a moderare i termini.

Il senatore ha quindi fatto il suo intervento, citato la cannabis terapeutica come cura per il coronavirus, come già aveva fatto in passato. Altra battaglia, nella carriera politica dell’onorevole pugliese, quella contro l’abbattimento degli ulivi malati di Xylella. Ciampolillo ha quindi annunciato il suo “no” al governo Draghi come i senatori del M5s Mattia Crucioli, Bianca Laura Granato, Luisa Angrisani, Elio Lanutti, Virginia La Mura, Fabio Di Micco e gli ex 5 stelle Luigi Paragone (Misto), Michele Giarrusso (Misto), Lello Ciampolillo (Misto), Paola Nugnes ed Elena Fattori (Leu). L’ex M5s Tiziana Carmela Rosaria Drago (Misto) ha invece annunciato l’astensione dal voto. Una trentina quindi, con quelli di Fratelli d’Italia, i voti contrari annunciati.