Il Myanmar, l’ex Birmania, precipita nuovamente nel caos politico. Il capo di fatto del governo birmano Aung San Suu Kyi, ex premio Nobel per la pace, è stato arrestato dalle forze armate. Il suo partito, la Lega nazionale per la democrazia (LND), ha denunciato come Aung San Suu Kyi “è detenuta a Naypyidaw (la capitale del paese, ndr)”, ha spiegato il portavoce Myo Nyunt.

Un colpo di stato militare che arriva dopo settimane di denunce, da parte dei militari, di presunte irregolarità avvenute durante le elezioni legislative di novembre, vinte in modo schiacciante dall’LND. Nel novembre scorso il partito di Aung San Suu Kyi, premio Nobel per la pace nel 1991 ma aspramente criticato dalla comunità internazionale per la gestione della crisi musulmana Rohingya, aveva ottenuto una maggioranza schiacciante. 

Per  Aung San Suu Kyi era la seconda vittoria nelle elezioni elezioni generali dal 2015, anno fondamentale nella storia del Myanmar: Si è trattato delle prime elezioni libere dal colpo di Stato del 1962, escludendo le elezioni del 1990 ignorate dalla giunta militare. L’esercito, come evidente, aveva mantenuto però un potere molto importante, controllando i ministeri chiave di Interno, Difesa e Confini.

Il colpo di stato dopo poche ore è stato ‘ufficializzato’ da parte delle forze armate: tutti i poteri sono stati trasferiti al generale Min Aung Hlaing, capo delle forze armate. Praticamente in contemporanea è stato annunciato anche lo stato di emergenza per un anno e la presidenza ad interim affidata al generale Myint Swe, che era uno dei due vicepresidenti in carica.

Altra conseguenza immediata del rovesciamento del governo guidato da Aung San Suu Kyi è stata la chiusura di tutte le banche del Paese da oggi fino a nuovo ordine, così come sono stati sospesi i servizi di prelievo automatici.

Gli arresti, compreso quello della leader Aung San Suu Kyi, sono arrivati poche ore prima della riunione inaugurale del del Parlamento. Già la scorsa settimana il portavoce dell’esercito, il maggiore generale Zaw Min Tun, aveva denunciato come con il pretesto della pandemia di Coronavirus le elezioni non erano state “né libere né eque”. Le forze armate birmane avrebbero accertato milioni di casi di frode, tra cui migliaia di centenari o minori che risulterebbero tra i votanti.

Secondo quanto riferisce la Bbc, Aung San Suu Kyi avrebbe esportato la popolazione a non accettare il golpe. “Esorto la popolazione a non accettarlo, a rispondere e a protestare con tutto il cuore contro il colpo di Stato dei militari”: ha fatto sapere Suu Kyi in una dichiarazione diffusa dal suo partito.

Napoletano, classe 1987, laureato in Lettere: vive di politica e basket.