Ci sarebbero state alcune illegittimità nel concorso RAI svoltosi il 10 ottobre alla Fiera di Roma per l’assunzione di 90 giornalisti nelle testate regionali. Lo avrebbero denunciato un gruppo di giornalisti che hanno partecipato al concorso, o avrebbero voluto farlo, e che si sono rivolti all’Avvocato Vincenzo Iacovino. A segnalare l’ipotesi Agenda del Giornalista Informa.

Tra questi c’è infatti anche chi non si è potuto presentare alla prova perché in quarantena o isolamento domiciliare per la pandemia in atto. Quindi per loro la partecipazione è stata preclusa “per cause di forza maggiore”. Tra le illegittimità contestate anche l’assenza dell’anonimato nello svolgimento della procedura concorsuale (i test non sono stati consegnati in busta chiusa).

Inoltre al momento dell’identificazione dei candidati non sarebbe stato chiesto ai partecipanti di abbassare la mascherina per accertare la corrispondenza con il documento esibito. Non sarebbero nemmeno note le generalità dei volontari che si sono offerti per assistere alle procedure di correzione dei test.

A questo si aggiunge l’assenza di controllo da parte della commissione in merito all’uso di smart watch e errori in alcuni dei quesiti. In ultimo i giornalisti denunciano la disparità di trattamento in modo discriminante derivante, tra l’altro, dalla carenza di contestualità della prova rispetto a concorrenti di fede ebraica ed a donne in stato di gravidanza ritenuto a rischio.

L’avvocato Iacovino starebbe dunque valutando un’azione legale per inficiare un concorso che già in partenza presenterebbe dei profili di illegittimità. E una formale richiesta di accesso agli atti della procedura concorsuale sarebbe già pronta, volta a verificare ogni requisito personale e professionale dei candidati ed ogni requisito dei componenti della Commissione anche in virtù delle linee guida del Testo unico in materia di società a partecipazione pubblica ritenute applicabili anche alla Rai.