“Ho subito per la prima volta attacchi personali che hanno coinvolto la mia compagna Olivia Paladino e questo mi dispiace molto”. Così il premier Conte durante la diretta di presentazione del Dpcm dando per la prima volta delle risposte veramente di carattere personale e sviando dal tema principale della Conferenza stampa. Il dispiacere è sentito visto che Conte ha deciso di rispondere come prima cosa a questa domanda.

“È stato detto che siamo stati a cena il 31 ottobre, il giorno dopo un Dpcm: sarebbe stato molto scorretto e infatti non è vero, è falso e diffamatorio”, ha detto Conte.

“Poi c’è stato un esposto di un deputato di FdI per uso improprio della scorta, non è vero – ha continuato – La scorta non era lì per la mia compagna, era lì per me, ero lì a venti metri e aspettava che scendessi. Voglio aggiungere che l’uomo della scorta che è intervenuto lo ha fatto perché c’era trambusto”. Il trambusto a cui si riferisce è la presenza della troupe delle Iene.

Nei giorni scorsi Conte aveva incassato la solidarietà del ministro Lamorgese. Olivia Paladino “appariva turbata” per il pressing dell’inviato de Le Iene Filippo Roma, che provava a intervistarla in merito ai presunti guai col Fisco del padre Cesare, proprietario del noto Hotel Plaza nella Capitale. È questa una parte della ricostruzione fornita dal ministero dell’Interno Luciana Lamorgese nell’Aula della Camera, dove ha risposto al Question time sulla vicenda che vede il presidente del Consiglio Giuseppe Conte indagato per peculato.

La compagna del premier, per sfuggire a Filippo Roma, si rifugiò in quel 26 ottobre in un supermercato, dove pochi minuti dopo arrivarono alcuni agenti della scorta del premier a metterla in salvo. Secondo la titolare del Viminale, che ha ricostruito il caso “non da una presunta relazione di servizio, ma da un appunto informativo e predisposto dopo articoli di stampa”, la compagna del premier Conte “uscita a piedi dal palazzo, e immediatamente inseguita dalla troupe televisiva, decideva per sottrarsi alle insistenti domande dell’inviato di rifugiarsi all’interno dell’attiguo supermercato, raggiungendo il fondo del locale. A questo punto il titolare del negozio richiamava l’attenzione dell’operatore della scorta avvertendolo di aver chiesto all’inviato tv di uscire dall’esercizio, tenuto conto che il loro ingresso era avvenuto al solo scopo di ottenere dichiarazioni dalla signora Paladino”.

Lamogergese ha quindi sottolineato che “la persona alla quale la signora Paladino prima di lasciare il negozio ha consegnato una borsa, non era un operatore del servizio di tutela del presidente Conte, bensì uno dei titolari dell’esercizio commerciale”.

Lamorgese aveva precedentemente chiarito che “come è d’uso alcuni operatori impegnati in una preliminare osservazione notavano la presenza di una troupe televisiva, risultata poi essere del programma Le Iene, munita di videocamera e microfono che stazionava davanti ad un vicino supermercato. Uno degli addetti alla tutela del presidente si avvicinava alla troupe per verificare eventuali aspetti critici collegati all’imminente passaggio del presidente Conte”.