Nel corso di un evento a Torino tenutosi qualche giorno fa Matteo Renzi insieme al suo partito Italia Viva ha lanciato la proposta chiamata Italia Shock, ovvero un piano da 120 miliardi di euro per rilanciare la crescita delle opere pubbliche. Si tratta di un insieme di misure che riguardano molti temi come trasporti, dissesto idrogeologico ed edilizia scolastica. La presentazione del piano avviene in un momento critico per il nostro Paese, sia per le notizie poco rassicuranti sul maltempo sia per la manovra economica che vedrà il lancio della Legge di Bilancio 2020. I disastri provocati dal maltempo in tante città italiane, da Nord a Sud, hanno sicuramente influito affinché si facessero pressioni per sbloccare questi fondi.

Renzi qualche giorno fa aveva anticipato la proposta con una critica alla manovra economica affermando: “ci accusano di essere guastatori ma noi vogliamo stare sui problemi concreti, sulle proposte. Certo non possiamo assistere inerti all’arrivo della recessione che si preannuncia” continua l’ex premier, “è che i progetti non partono, sono bloccati. I soldi sono già stanziati e anche la disponibilità privata non manca. Serve una corsia preferenziale sblocca-burocrazia come abbiamo fatto con l’Expo di Milano e con gli scavi di Pompei”. E’ stato così che sul social twitter è partito l’hashtag #ItaliaShock. L’ultimo tweet del leader di Italia Viva è di questa mattina dove annuncia: “oggi dicono tutti che serve lo sblocco dei cantieri e il ripristino di ItaliaSicura. Anche in questo caso il tempo è galantuomo. Non mi interessa che ci diano ragione: mi basta che diano l’ok per partire con #ItaliaShock. Non perdiamo altro tempo, i soldi ci sono, sblocchiamoli.” proponendosi in maniera forte ed oppositiva alle scelte del governo di Giuseppe Conte.

LE DICHIARAZIONI DI CONTE –  “Che ci sia un problema di dissesto idrogeologico, non ce ne possiamo accorgere solo oggi” queste sono le parole pronunciate dal premier Conte al termine della visita allo stabilimento Fca di Melfi in riferimento alla nuova ondata di maltempo. “Già a fine del 2018, ho cercato di spingere per adottare il Piano proteggi Italia. Un piano organico – spiega – sia sulla prevenzione che per la gestione delle emergenza ma non risolve comunque i problemi”, continua Conte, “sono stati stanziati 11 miliardi su base pluriennale, ora però dobbiamo spendere questi soldi quindi dobbiamo assolutamente accelerare con tutte le opere e i cantieri che ci consentano di contrastare il dissesto idrogeologico”. Per concludere, il premier afferma: “siamo in contatto con il ministro De Micheli che è in Liguria, stiamo dando attenzione a tutte le situazioni: dal Piemonte alla Liguria, la Campania  e la Calabria, ci sono problemi dappertutto. La macchina soccorsi sta funzionando. Siamo in contatto con il capo della Protezione Civile Borrelli”.