La Cina ha cominciato a includere nel suo bolletino dei contagiati da coronavirus anche gli asintomatici. La notizia è stata diffusa martedì dal Quotidiano del Popolo e mercoledì 1 aprile è uscito il primo bollettino con gli infetti da Covid-19 che non presentano sintomi. I dati della Commissione sanitaria nazionale riportano un totale di 1.367 asintomatici, 130 dei quali confermati ieri, come riferisce la televisione di stato Ctgn.

Pechino ha segnalato 36 nuovi casi di contagio, 35 dei quali importati dall’estero. La Commissione aggiorna dunque il bollettino dei casi di ‘ritorno’ dall’estero a 806. L’unico caso di contagio locale viene segnalato nella provincia di Guangdong. Sette i decessi a causa del coronavirus, sei nella provinica dello Hubei, principale focolaio del virus, e una a Shanghai.

L’inclusione nel conteggio degli asintomatici non è un aspetto da trascurare. Soprattutto perché la Cina è stata accusata di non essere stata trasparente nella comunicazione dei suoi dati del contagio. Gli Stati Uniti, e in particolare un report segreto citato da Bloomberg e consegnato alla Casa Bianca da agenti speciali, accusano infatti Pechino di aver travisato i numeri reali del contagio.

Adesso anche la Cina includerà gli asintomatici nei suoi bollettini. Questi verranno poi isolati per 14 giorni. La quarentena finirà soltanto dopo due test negativi. Qualora i contagiati dovessero sviluppare sintomi, diverranno casi confermati e verranno assegnati agli ospedali. Una task force guidata dal premier Li Keqiang, il secondo del presidente Xi Jinping, ha sollecitato, stando a una nota del governo, di “dare priorità ai casi asintomatici, dal rilevamento al tracciamento dei contatti, all’isolamento e al trattamento, con il fine di bloccare le diffusioni e di tappare potenziali scappatoie nel contenimento”.

Intanto la contea di Jia, nell’Henan, provincia confinante con lo Hubei, è stata sottoposta a isolamento. Sono circa 600mila i residenti nell’area e da questo momento dovranno avere permessi speciali per spostarsi. E dovranno sottoporsi alla misurazione della febbre e indossare mascherine – disposizioni già adottate nel lockdown di Wuhan e dell’Hubei. Il South China Morning Post ha quindi confermato tali misure come preventive per l’ipotesi di un’ondata di ritorno. Nell’Henan sono 1.276 i contagiati confermati, 22 i decessi, secondo la John Hopkins University.

In Cina sale intanto a oltre 76mila il numero dei guariti, 2.004 le persone ancora ricoverate. Il totale dei contagi è di 81.554, 3.312 le morti. La Cina è ormai quarta per numero totale di contagi, superata da Stati Uniti, Italia e Spagna.

Redazione