Accanto a un bambino di cinque anni intubato, appena diventato cieco, un infermiere iraniano lancia un drammatico appello: bere il metanolo non salva dal coronavirus ma può uccidere. È la drammatica storia raccontata dal New York Times sulla pericolosa tendenza emersa nel Paese. Il bambino protagonista della storia ha perso la vista dopo che i suoi genitori gli hanno fatto bere un liquore a base di metanolo, un alcool industriale tossico, nella convinzione errata di proteggerlo dal virus. Ma non è l’unica vittima.

Secondo i media iraniani circa 300 persone sono morte e oltre 1.000 si sono intossicate in tutta la Repubblica islamica dopo aver ingerito il liquore tossico. Secondo altri il problema sarebbe molto più grave e avrebbe causato almeno 480 morti e 2.850 persone ricoverate

Ad agevolare la diffusione dei rimedi fai da te sui social media iraniani è la scarsa fiducia del popolo verso le istituzioni che inizialmente avevano minimizzato la crisi sanitaria, proprio mentre i numeri iniziano a crescere.

“Altri paesi hanno un solo problema, ovvero la nuova pandemia di coronavirus. Ma qui stiamo combattendo su due fronti – .ha dichiarato  consigliere del ministero della Sanità iraniano -. Dobbiamo sia curare le persone con avvelenamento da alcool sia combattere il coronavirus”.

Eppure l’Iran non è il solo Paese a dover combattere anche contro pericolose cure fatte in casa. Il Ministro della Salute italiano, infatti, nelle ultime ore ha dovuto smentire, inserendo la raccomandazione al primo posto dell’elenco contro le fake news, l’invito a non fare gargarismi con la candeggina o ingerire acido acetico e steroidi contro il virus.