In tempi di quarantena forzata le sardine non si fermano e lo fanno in modo virtuale con un flashmob online per raccogliere fondi per l’acquisto di ventilatori per la respirazione in terapia intensiva e sub-intensiva. L’iniziativa prevede una serie di sfide: se il destinatario accetterà e porterà a termine il compito, chi l’ha proposta donerà una cifra dai 10 ai 100 euro alla campagna #maresolidale, partita in questi giorni. Il primo è stato proprio Mattia Santori, volto del movimento antisovranista, che in un video ha sfidato Pif a preparare, cucinare e mangiare un piatto di tortellini: “Se lo farà, donerò 100 euro”.

“Abbiamo deciso di fare una cosa un po’ diversa cercando di coinvolgere le persone che hanno il compito fondamentale di restare a casa, ha spiegato Mattia Santori a Open, dalla quarantena bolognese – Invece di seguire il solo ‘Io resto a casa’, abbiamo creato un’iniziativa di solidarietà digitale: ‘Io resto a casa e faccio 6000 cose’ “.

La sfida funziona così: uno chiede a un altro di compiere un’azione insolita, restando all’interno della propria abitazione. Se lo sfidato la porta a termine, chi ha lanciato la sfida deve fare una donazione alla Protezione civile. Le donazioni vanno da 10 a 100 euro in base alla difficoltà della sfida e si possono fare al link della campagna “un #maresolidale”.

https://video.ilriformista.it/le-sardine-lanciano-il-flash-mob-online-6000-cose-in-casa-AidCzgR05g

“È un modo di fare solidarietà coinvolgendo – continua Santori – Nelle prime 48 ore, siamo riusciti a raccogliere 11.000 euro”. Alla campagna hanno già aderito centinaia di Sardine e personaggi del mondo dello spettacolo. L’emergenza sanitaria del coronavirus non ha interrotto l’attività di riorganizzazione interna del movimento che sarebbe culminata a Scampia il 14 marzo. L’incontro è rinviato ma il gruppo rimane in fermento. “Stiamo scoprendo un sacco di tool online per le videoconferenze, paradossalmente stiamo facendo più riunioni adesso visto che siamo costretti a restare a casa”, dice Santori.

C’è anche un’altra iniziativa delle sardine non passata inosservata. Il 10 marzo è uscito per Einaudi il libro firmato da Mattia Santori, Andrea Garreffa, Roberto Morotti, Giulia Trappoloni, i quattro fondatori del movimento. Il titolo è provocatorio: “Le Sardine non esistono”. “Era un modo per fissare i momenti in cui tutto ciò è partito. Ed è fondamentale perché è stata l’idea iniziale a trainare tutta Italia”, conclude Santori.