Dalla fase acuta siamo usciti, cioè quella fase acuta, così come l’abbiamo vissuta, in questo momento non c’è. Ora ci troviamo in una fase di convivenza con il virus con dati che mostrano una situazione molto sotto controllo, grazie a tutto quello che è stato fatto nei mesi passati”. È quanto sottolineato ad Agenda, su Sky TG24, dal viceministro della Salute Pierpaolo Sileri.

Per il vice di Roberto Speranza, interrogato sui numeri ancora alti del contagio in Lombardia, “non c’è un problema Lombardia, c’è un problema di possibili focolai che possono essere ovunque in Italia”. Il viceministro spiega infatti che “laddove si presenteranno dei focolai con il rischio che possano non essere sotto controllo, andranno prese delle misure di contenimento. Questo può avvenire ovunque, anzi in Lombardia vedo dei numeri che calano come quelli delle terapie intensive”

IL CAPITOLO MES – Sileri è quindi intervenuto anche sul Mes, il Fondo Salva Stati che potrebbe portare circa 35 miliardi di euro all’Italia, senza condizioni, per le spese sanitarie connesse all’emergenza Covid.  “Se alcuni Paesi hanno detto no al Mes ci sarà un perché. A mio avviso se sono soldi vantaggiosi, senza vincoli e in tempi rapidi allora va bene. L’Italia ha già dato tanto all’Europa, non ci dimentichiamo che tutta l’austerity e i tagli vengono da lì, quindi ora serve un cambio di passo”, ha spiegato il viceministro.

”Mai come ora le sorti del nostro Paese, parlando del servizio sanitario nazionale, dipendono dalla burocrazia – ha aggiunto Sileri-. Dobbiamo eliminare la burocrazia per far rinascere il nostro Paese. Quello che è successo documenta inesorabilmente i difetti e le carenze che negli ultimi anni hanno aggravato il servizio sanitario nazionale. Lo hanno detto prima i lavoratori e poi i pazienti, mentre politici e amministratori si sono nascosti dietro la logica dei tagli necessari e del mancato finanziamento. Servono venti o venticinque miliardi rapidi da usare bene, per riforme strutturali in campo sanitario e a partire dal personale, alzando gli stipendi“.