Nella maggior parte dei casi piovono insulti su chi è sceso in strada. Ma altre volte si più scadere fino al lancio delle uova o perfino agli sputi. È quello che succede in Spagna secondo quanto racconta in un articolo su El Pais Noor Mahtani raccogliendo diverse testimonianze. Questa sorta di “polizia del balcone”, com’è stata battezzata, si lancia in improperi o gesti sgradevoli senza essere ovviamente a conoscenza del perché quelle persone si trovino in quel momento in strada. Il decreto reale che ha sancito lo stato di emergenza lo scorso 17 marzo concede infatti il permesso di circolare a diverse categorie, seppur ristrette, di persone. Tra queste gli accompagnatori di persone con disabilità, gli operatori sanitari, i lavoratori del comparto alimentare e farmaceutico, gli addetti alla pulizia. Negli scorsi giorni appartenenti a queste categorie hanno denunciato così gli abusi di questa “polizia del balcone”. Spesso hanno raccontato le loro esperienze sui social.

La polizia municipale di Pinto di Madrid ha dichiarato in un comunicato che i bambini che soffrono autismo o altri disturbi possono uscire in strada e ha chiesto ai vicini, “prima di mancare di rispetto a chiunque”, di mettersi in contatto e segnalare il caso alle forze dell’ordine. I militari hanno anche consigliato a tali categorie di adottare un segno di riconoscimento, come un fazzoletto, un laccio o un gilet fluorescente. “Già siamo abbastanza stigmatizzati”, risponde nell’articolo una testimone, madre di un bambino disabile.

Laura, altra testimone, racconta invece di essere ormai costretta a indossare la divisa del supermercato dove lavora per evitare altri inconvenienti. Ma gli episodi non sono relegati solo alla capitale. Cristina, tecnica di laboratorio all’ospedale di Lugo, in Galizia, è stata insultata e poi colpita dagli sputi di una signora affacciata al balcone della sua abitazione. Il commento della psicologa Laura Garcia Garcia non esclude un lato positivo, la voglia di collaborazione, che in parte manifesta questo atteggiamento. “Ciò che tutti vogliono fare è dare una mano. Ma la paura per tutto ciò che sta succedendo si sta esprimendo anche in una forma tossica”, commenta la psicologa.

In Spagna si sono superati 56mila contagiati, oltre quattromila i morti. In 24 ore sono risultate positive 10mila persone in più rispetto al giorno precedente. Gli ospedali – in particolare a Madrid – sono al collasso.