Revocati gli arresti domiciliari al giudice napoletano Alberto Capuano. E’ quanto deciso dal Tribunale di Roma che ha disposto l’obbligo di dimora nel comune di Napoli per il giudice accusato dai magistrati della procura capitolina di corruzione. Difeso dai legali Alfonso Furgiuele e Alfredo Sorge, Capuano, 60 anni, lo scorso gennaio, a pochi giorni dall’inizio del processo, era passato dal carcere (dove era detenuto dal luglio 2019) ai domiciliari.

La tesi accusatoria, nel processo che si svolge a Roma a carico del giudice della sezione distaccata di Ischia dopo la carriera di gip presso il Tribunale di Napoli, inizia a vacillare. I legali di Capuano hanno chiesto e ottenuto dal Tribunale che sovrintende il processo la trascrizione di numerose conversazioni intercettate e ritenute favorevoli all’imputato ma non segnalate dai magistrati romani né inserite nel fascicolo d’accusa e quindi non portate all’attenzione dei giudici che sino a questo momento si sono occupati della vicenda giudiziaria.

Ciò accade significativamente all’esito del raccoglimento degli stessi elementi probatori addotti dalla pubblica accusa, ciò che è avvenuto durante diverse udienze tra maggio e luglio in cui è emerso – così come rilevano Furgiuele e Sorge – come l’ipotesi accusatoria sia fondata su presupposti ipotetici a fronte di un comportamento assolutamente corretto costantemente tenuto dal Magistrato in modo particolare per quanto concerne la sua attività giudiziaria svolta sempre in maniera corretta.

Il dibattimento ha fatto emergere proprio la particolarità del presente giudizio che è caratterizzato da una defatigante messa a fuoco di fatti e vicende spesso irrilevanti sul piano del diritto penale e che comunque non possono integrare gli illeciti contestati quando non sono caratterizzati da ricostruzioni accusatorie erronee del fatto.

Sempre oggi si è avuto notizia che la Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dei due legali avverso il provvedimento con il quale lo scorso 20 gennaio il Tribunale del Riesame di Roma aveva concesso i domiciliari a Capuano, annullando con rinvio quella ordinanza. A breve si tornerà al Riesame per discutere della revoca della ulteriore misura in essere. “Controllata ma legittima soddisfazione” quella espressa dai legali di Capuano, “certi che il tempo renderà giustizia al proprio assistito”.

Secondo la tesi della Procura di Roma,  Capuano avrebbe vantato vere o presunte influenze su alcuni magistrati di Tribunale e Corte d’appello per aggiustare situazioni processuali, in un caso anche a favore di persone ritenute legate alla camorra di Giugliano. Per tali accuse Capuano è stato sottoposto a giudizio immediato, ma in dibattimento, con i testimoni ascoltati in aula e l’esame anche delle intercettazioni di cui i difensori hanno chiesto la trascrizione, il confronto tra accusa e difesa si è riaperto.