Da ieri pomeriggio nel plesso principale della Città ospedaliera dell’Azienda Moscati di Avellino non ci sono più pazienti positivi al Covid-19. Gli ultimi tre, ricoverati nell’Unità operativa di Medicina d’Urgenza, sono stati trasferiti uno al Covid Hospital e due al plesso di Solofra.

Tutte le Unità operative della Città ospedaliera sono quindi potute tornare a svolgere le attività ordinarie: la Medicina d’Urgenza da ieri sera sta accogliendo le emergenze provenienti dal Pronto soccorso, mentre la settimana scorsa sono stati già riattivati alcuni posti letto nei reparti di Geriatria e Pneumologia.

Resta ancora chiusa soltanto l’Unità operativa di Malattie infettive, vista la necessità – data la scarsità di medici specialisti – di assistere i pazienti positivi ricoverati al Covid Hospital. Gli infettivologi continuano, comunque, a garantire attività di consulenza in Pronto soccorso e, all’occorrenza, in tutti gli altri reparti.

La possibilità di ridefinire gli spazi ospedalieri consentirà una ripresa di tutte quelle prestazioni che hanno subito un’interruzione o un rallentamento durante la fase acuta dell’emergenza.

Al momento, al Moscati risultano ricoverati 27 pazienti positivi al nuovo coronavirus: 18 al Covid Hospital – 7 dei quali in terapia intensiva – e 9 nel plesso ospedaliero di Solofra.

Con l’abbassarsi della pressione dei positivi sugli ospedali aumentano le richieste di cure su prenotazione dei pazienti che, per molti mesi, hanno di fatto rinunciato a curarsi. In meno di un mese il reparto covid del Cardarelli è sceso da 180 a 78 malati.

Torna nelle attività ordinarie la “week surgery”, interventi chirurgici programmabili e non urgenti, ma comunque non evitabili. Il personale medico potrà inoltre essere restituito ai reparti di provenienza, permettendo di aumentare la capienza complessiva dell’ospedale.

Il ripristino delle ripristinare le condizioni di normalità alleggerirà infine i turni potendo finalmente garantire riposi, ferie e permessi agli operatori sanitari finora gravati da un impegno quasi senza sosta.

Redazione