Venti anni fa il 19 gennaio moriva Bettino Craxi. Un migliaio di italiani si sono recati al cimitero di Hammamet alla cerimonia in ricordo dell’ex presidente del Consiglio e segretario socialista che passò gli ultimi anni di vita in Tunisia per sfuggire all’arresto ai tempi di Mani Pulite.

Assenti gli esponenti del governo: “Una vergogna”, attacca la figlia Stefania Craxi che dalla tomba del padre non conferma un imminente incontro con Sergio Mattarella ma affrma: “Credo che il Quirinale farà un gesto”. Mentre la moglie Anna ha aggiunto: “Sono molto commossa, la fiducia di questi amici e compagni è più grande di quanto pensassi, sono passati 20 anni e Bettino è ancora nei cuori di tanti”. “Il Pd e la Lega assenti qui ad Hammamet? Molti italiani fanno a meno sia del Pd che della Lega e forse anche noi socialisti possiamo fare a meno di entrambi”, ha affermato invece il figlio Bobo. Che ha aggiunto: “C’è una duplice lettura, siamo obbligati al ricordo e alla memoria, ma anche obbligati a ricordare che fu vittima di una persecuzione senza pari, come disse il presidente della Repubblica 10 anni fa”.

“Italia ingrata nei confronti del leader socialista”, dice Silvio Berlusconi che definisce Craxi uno dei pochi statisti della prima repubblica. Per il senatore dem Marcucci invece l’ex segretario del Psi incarna “parte dei valori del Pd”.

A onorare la tomba di Craxi molti esponenti della vecchia guardia socialista, come Ugo Intini, o di oggi come il senatore Riccardo Nencini, e parlamentari di Forza Italia tra cui Alessandro Cattaneo e Simone Baldelli. Il sindaco Pd di Bergamo Giorgio Gori é presente a titolo personale.

Sulla tomba di Craxi campeggia una corona di garofani rossi e molti altri garofani vi sono sparsi sopra. Dietro la lapide, semplice e a livello del terreno, con la bandiera italiana e tunisina gli stendardi del Partito socialista e del Nuovo partito socialista.