Dalla pedofilia alle truffe, passando per hacker e dark web. I massimi esperti di prevenzione e lotta ai crimini informatici riuniti per affrontare i temi più delicati e dare strumenti ai cittadini per prevenire i così detti crimini 2.0. Cosa sta succedendo sui social network sempre più utilizzati dai minori; l’effetto della pandemia sulla sicurezza dei teenager; le grandi opportunità e le crepe della struttura digitale, specialmente per gli adolescenti, maggiormente esposti ai rischi online;  l’influenza dei socia network e delle rappresentazioni della violenza sui comportamenti pericolosi di alcuni giovani; le insidie del pericolosissimo web sommerso, la parte oscura di internet, sconosciuto ai più; il pericolo dei furti di identità; Incremento dello sfruttamento sessuale dei minori realizzati tramite social network, circuiti di file sharing, darknet; l’esigenza di regole comuni di dimensione sovranazionale per assicurare la protezione ai minori e alimentare la “cultura civica digitale” anche degli adulti con il coinvolgimento Istituzioni, dei gestori delle piattaforme, scuole e famiglie; se esiste un filo conduttore tra violenza su uno schermo di uno smartphone ed emulazione. Sono questi, tra gli altri, temi di estrema attualità, affrontati dai massimi esperti di prevenzione e lotta ai crimini informatici, nel corso del programma Monitor di Italia 7 condotto da Gaetano D’Arienzo.

Il Prefetto Francesco Tagliente

SICUREZZA DEI MINORI

Il dibattito in diretta TV è stato organizzato dal prefetto Francesco Tagliente nella veste di delegato alle relazioni istituzionali dell’Associazione insigniti al Merito della Repubblica (ANCRI) nell’ambito della più ampia campagna di comunicazione sui i grandi valori richiamati dalla Costituzione ed è stato possibile grazie alla disponibilità dell’Editore Giovanni Sciscione e del Direttore dell’emittente televisiva Italia 7, Fabrizio Manfredini, regista del programma Monitor.
GLI OSPITI DI MONITOR 

Nel corso della trasmissione sono intervenuti il Prefetto Francesco Tagliente:  Il Direttore del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni, Nunzia Ciardi;  Il Questore di Livorno, Roberto Massucci  il vice direttore del  Corriere della Sera, Fiorenza Sarzanini; il componente del Garante per la protezione dei dati personali, avvocato Guido Scorza; Il magistrato specializzato in indagini sui crimini informatici e cyberterrorismo, Eugenio Albamonte; lo psichiatra e neuroscienziato, direttore della Scuola IMT Alti Studi Lucca, Pietro Pietrini; Giorgia Abeltino, Direttrice Government Affairs & Public Policy Sud Europa, Google, ha dichiarato; il ricercatore emerito del Consiglio Nazionale delle Ricerche Domenico Laforenza.
IL PREFETTO TAGLIENTE

 “Quando si parla di diritti nello spazio digitale – ha esordito il prefetto Francesco Tagliente promotore del dibattito – la questione diventa molto complessa perché per regolare una rete informatica, servono regole comuni di dimensione sovranazionali. Bisogna impegnare ulteriormente i Governi affinché venga assicurata particolare protezione ai minori e garantita anche una formazione permanente degli educatori sui rischi del mondo digitale.  Il mondo digitale ha trasformato le nostre vite con incredibile velocità e con effetti difficilmente prevedibili. La nostra vita ha trovato nelle tecnologie digitali strumenti per esprimere nuove esigenze alle quali è impossibile ed irrealistico rinunciare. E’ importante dare maggiore impulso alla educazione digitale. Dovrebbe diventare materia di studio a partire dalla scuola di base come progetto capace di coinvolgere tutti gli interlocutori delle diverse generazioni. Tutti gli attori istituzionali compreso i servizi pubblici radiotelevisivi, sono chiamati a promuovere una educazione della persona digitale rivolta a tutti i cittadini, agli operatori, agli utenti dello spazio digitale.” La sicurezza dei minori nel mondo digitale – ha aggiunto Tagliente – rappresenta una tappa molto importante degli itinerari dell’ANCRI per promuovere la “cultura della sicurezza condivisa” perché in questo mondo dei social network serve un impegno corale anche per la promozione dell’educazione digitale. Nella maggior parte dei casi anche i ragazzi che conoscono alla perfezione i meccanismi e la forza del web e delle innovazioni, non sanno valutare appieno le conseguenze delle proprie azioni.
CON LA PANDEMIA AUMENTO DELLE CYBERTRUFFE

Il Direttore del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni, Nunzia Ciardi  ha affermato che  il Centro Nazionale per il Contrasto alla Pedopornografia Online ha potuto rilevare che sono i reati di sfruttamento sessuale dei minori realizzati tramite social network, circuiti di file sharing, darknet a conoscere gli incrementi più gravi: nell’anno del covid (2020) l’incremento dei casi è sostanziale pari al 132% di casi trattati e del 90% in relazione agli abusanti indagati. Nel 2021, il trend in crescita non accenna a dare tregua e travolge bambini sempre più fragili per età: solo nel primo quadrimestre del 2021, si verificano incrementi pari al 70% dei casi trattati per reati connessi con la pedopornografia e l’adescamento online rispetto all’anno precedente. In questo ultimi quindici mesi, contrassegnati dalla pandemia, hanno fatto registrare i maggiori e preoccupanti incrementi i fenomeni dell’adescamento on-line e della Sextortion, sottolineando l’allarmante abbassamento dell’età delle vittime. In tale contesto, purtroppo, si è accertato che anche bambini piccolissimi, di età compresa tra 0 e 9 anni, vengono agganciati sui social, sulle app di gioco e condotti in relazioni tecnomediate di tipo abusante da adulti senza scrupoli, atteso che quella fascia di età dovrebbe essere invece sempre al sicuro, protetta dalla famiglia e guidata in ogni azione dalla supervisione adulta.  Anche il cyberbullismo subisce l’effetto di innesco della pandemia e registra nel primo quadrimestre del 2021 un incremento delle denunce pari al 96% (116 le denunce del 2020 contro 228 quelle del 2021), coinvolgendo, con un trend in aumento, anche bambini di età inferiore ai 13 anni. Negli ultimi 5 anni (2016-2020) il numero complessivo dei minori denunciati all’Autorità Giudiziaria per aver commesso reati online è cresciuto ad un ritmo vertiginoso, con un incremento percentuale pari al 213% (dai 75 casi del 2016 ai 235 del 2020). L’età media dei ragazzi accusati di reati gravi come la pedopornografia si è abbassata di un punto, passando dai 16 ai 15 anni del 2020 ed è in crescita l’interessamento di ragazzi anche non ancora imputabili. Nel 91% dei casi sono maschi che contribuiscono a far circolare materiale pedopornografico e che entrano nel circuito penale minorile con un’etichetta grave.”

NON SOLO GIOVANI: AGGRESSIONI  E RICATTI VIA WEB

Il vicedirettore del Corsera, Fiorenza Saracini

Il Vice Direttore del Corriere della Sera Fiorenza Sarzanini ha posto anche il problema della informazione e della formazione digitale sottolineando che i crimini informatici non riguardano solo giovani. C’è anche il fenomeno gravissimo delle aggressioni alle aziende e dei ricatti tra gli adulti aumentati negli ultimi tempi. Il periodo della pandemia ha abbassato le difese delle persone che costrette a rimanere in casa e che per ingannare il tempo, trascorrono ore davanti al computer. Persone che non avendo una vita sociale hanno cercato nel mondo virtuale quello che è stato tolto dalla vita reale. Fiorenza Sarzanini ha anche sottolineato il pericolo quando si mettono in rete i propri dati o si attiva la localizzazione perché questi servizi di particolarmente pervasivi, oltre a interessare esperti di marketing può fare gola anche a malintenzionati e criminali.
CULTURA E LEGALITA’

Il Questore di Livorno Roberto Massucci ha detto che “I percorsi di cultura e legalità dei nostri giovani sono una precisa responsabilità degli adulti. È questa la linea strategica su cui si muove l’azione della questura di Livorno ed alla quale si ispirano le attività già sviluppate con il mondo della scuola e dei giovani.  In attività che non può che svilupparsi sotto il titolo di una sicurezza insieme. Forze dell’Ordine, Prefetto, Questore, Sindaco, Scuole, Comunità italiane e straniere devono sviluppare condivisioni e strategie sinergiche pronte a tradursi in azioni sul territorio. Mostrare ai giovani un quotidiano fatto di impegno, studio e attenzione agli altri è il miglior modo di riempire vuoti valoriali ed assottigliare il rischio di un omologazione a modelli virtuali spesso fuorvianti rispetto alla via della crescita che va tracciata per i nostri giovani. Il web è indubbiamente in opportunità ma occorrono strumenti solidi affinché non divenga un percorso accidentato e pieno di insidie.” L’Italia si colloca al 25-esimo posto su 28 paesi membri dell’U. E. , (prima della Brexit) in materia di digitalizzazione e all’ultimo posto in materia “Capitale umano”. Domenico Laforenza ricercatore emerito del Consiglio Nazionale delle Ricerche già direttore dell’Istituto di Informatica e Telematica del Cnr di Pisa, ha detto che “secondo il rapporto Digital Economy and Society Index 2020 (DESI 2020), l’Italia si colloca al 25-esimo posto (su 28 paesi membri dell’Unione Europea, prima della Brexit) in materia di digitalizzazione e, purtroppo, all’ultimo posto in materia “Capitale umano: competenze digitali di base e avanzate in ICT”. Questi pessimi risultati non sono assolutamente coerenti con quanto ci si aspetterebbe per un Paese, qual è il nostro, al settimo posto nella classifica dei Paesi più industrializzati del mondo e che in Europa è secondo dietro la Germania. Siamo quindi di fronte ad una nuova forma di analfabetismo: quello digitale. Contribuire alla sua eliminazione o, almeno, riduzione è un compito imprescindibile e non più procrastinabile. Il Consiglio Nazionale delle Ricerche è molto sensibile e attento a queste tematiche e, in particolare, nell’ambito dell’Istituto di Informatica e Telematica di Pisa, sede anche del Registro.it, è attivo da oltre 10 anni un progetto, denominato “Ludoteca” dove è presente un significativo materiale vario (per giovani, genitori e scuole) a riguardo dell’uso consapevole di Internet.
GLI STRUMENTI PER I GENITORI

Giorgia Abeltino, Direttrice Government Affairs & Public Policy Sud Europa, Google, ha dichiarato: “La generazione di preadolescenti e adolescenti di oggi è cresciuta online e allo spazio online si rivolge per imparare, divertirsi e instaurare relazioni. Ma la tecnologia presenta anche delle sfide per i più piccoli e ogni famiglia adotta un approccio diverso per quanto concerne l’uso della tecnologia e le regole di base per la vita digitale. Ecco perché Google ha investito da tempo sulla sicurezza delle famiglie e dei bambini, sviluppando strumenti innovativi che forniscono ai genitori molteplici modi per accompagnare l’esperienza online dei propri figli.” “Per citare due di questi strumenti – continua Abeltino – l’app Family Link di Google aiuta i genitori a rimanere aggiornati mentre i loro figli esplorano Internet su un cellulare associato al loro. L’app consente ai genitori di impostare le regole di base digitali più adatte ai loro bambini, come gestire le app che i loro figli possono utilizzare, monitorare il tempo di utilizzo del cellulare o impostare l’ora della buonanotte e il limite giornaliero di utilizzo del dispositivo. Altrettanto rilevante, l’app YouTube Kids, con cui abbiamo voluto creare un’esperienza che porti alle famiglie una ricchezza di contenuti video senza precedenti e un’esperienza più sicura, grazie a molteplici opzioni di controllo da parte dei genitori e all’utilizzo di sistemi automatizzati per scegliere contenuti adatti ai più piccoli.”
OCCHIO AI PIU’ GIOVANI: ECCO DOVE NON FARLI NAVIGARE

Nell’ecosistema digitale non tutto è per tutte le età. Ci sono piattaforme digitali dalle quali i più piccoli vanno tenuti fuori perché non sono disegnate per loro. L’avvocato Guido Scorza, componente del Garante per la protezione dei dati personali ha detto che “Nell’ecosistema digitale non tutto è per tutte le età. Dobbiamo fare lo sforzo, purtroppo divenuto innaturale per colpa di prassi e cattive abitudini che abbiamo lasciato si affermassero, di immaginare la dimensione digitale come un enorme parco dei divertimenti – pur consapevoli che, per fortuna, è più di questo – nel quale esistono attrazioni per tutte e attrazioni riservate ai più grandi, alle persone alte almeno un metro o che abbiano almeno quattordici anni. Se chi non ha l’età o non ha l’altezza sale su un’attrazione disegnata per i più grandi o per i più alti, per quanti sforzi possa fare chi l’accompagna o chi gestisce la giostra non c’è modo di rendere quell’esperienza sicura. La stessa cosa accade con i servizi e le piattaforme digitali. Ce ne sono alcune – molte – che semplicemente non sono disegnate per i più piccoli e dalle quali i più piccoli vanno tenuti fuori. Riuscirci è responsabilità delle Istituzioni, dei gestori delle piattaforme e, naturalmente, delle scuole e delle famiglie.”

LA FUNZIONE DI INTERNET: RISCHI E APPROCCIO CRITICO

Lo psichiatra Pietro Pietrini neuroscienziato, ora Direttore della Scuola IMT Alti Studi Lucca ha detto che “Internet è uno strumento potentissimo e come ogni strumento non è buono né cattivo in assoluto, ma dipende dall’uso che se ne fa, come hanno ben illustrato i partecipanti questa sera. I giovani oggi si trovano in una situazione radicalmente diversa da quella nella quale ci trovavamo noi alla loro età: noi dovevamo andare a cercare le informazioni, per questo ci si rimetteva alla guida di insegnanti e genitori, si ricorreva alle enciclopedie accreditate e famose, si confrontavano i testi. Oggi i giovani sono sommersi da informazioni, basta inserire una qualsiasi parola e i motori di ricerca forniscono migliaia e migliaia di voci, senza distinguere tra informazioni vere e riscontrate e quelle false o di parte. Anzi, proprio a causa degli algoritmi usati dai motori di ricerca, sono le voci più sensazionali quelle che vengono proposte per prime. Per questo è fondamentale insegnare ai nostri figli ad usare un approccio critico, a ragionare dati alla mano, a confrontare opinioni diverse, a chiedersi sempre il perché delle cose”. “Internet ha abolito l’attesa. Qualunque cosa, da una ricerca ad uno scambio epistolare, può avvenire in tempo reale. Indubbiamente questo ha aspetti vantaggiosi, ma al contempo disabitua i giovani sia al gusto dell’attesa sia alla tolleranza alla frustrazione. Tutto e subito. Questo non è necessariamente solo un bene”.
WEB IN CATTEDRA: IL PROGETTO FIORENTINO

Il conduttore di Monitor Gaetano D’Arienzo richiamando la corale rappresentazione della esigenza di dare un maggiore impulso alla formazione degli educatori sui rischi del mondo digitale ha presentato un servizio realizzato nel 1978 da Italia 7 che richiama il “Progetto Web in Cattedra, la pima iniziativa per “formare i docenti per proteggere gli studenti” partita proprio da Firenze con la Questura di Firenze e la Polizia Postale 12 anni fa. Il servizio, realizzato il 23 ottobre 2009, ha riportato alla memoria la conferenza stampa di presentazione del primo progetto strutturato per la formazione e l’aggiornamento degli insegnanti organizzato con la Polizia Postale. Dopo Firenze il progetto fece fatto tappa in Lombardia Veneto, Liguria, Lazio Campania Friuli. Un progetto – ha chiarito Tagliente – pensato insieme con il Commissario Capo della Polizia Postale Marco Valerio Cervellini, a sostegno della navigazione protetta dei minori sul Web e della sicurezza informatica finalizzato a formare i docenti per proteggere gli studenti. Un progetto finalizzato a creare momenti di formazione per il personale docente informato su come e con quali strumenti indirizzare i ragazzi nell’affrontare i pericoli e i rischi che Internet può nascondere. Il corso – ha concluso Tagliente- mirava a formare, entro la fine del 2009, circa cento docenti in quattro cicli di lezioni, ciascuno dei quali interessò 25/30 persone. Aveva la durata di nove ore, nel corso di tre giornate di cui una laboratoriale.

 

Sofia Unica