Ryanair si sfila dalle voci che vedevano la compagnia aerea, leader del settore low-cost, interessata a rilevare l’attività di Air Italy, l’ex Meridiana messa in liquidazione dai soci per i conti in profondo rosso, col 2019 chiuso con perdite per circa 230 milioni di euro.

Ad annunciarlo è stato il chief commercial officer del vettore irlandese, David O’Brien, in conferenza stampa a Milano, spiegando di voler far chiarezza sulle voci diffuse ieri in serata sul possibile intervento della società. “Non abbiamo alcun interesse a comprare Air Italy”, ha spiegato O’Brien, che ha precisato come il vettore irlandese “non è stato approcciato da Air Italy per un intervento nella compagnia”.

“Non vediamo slot di valore” nella compagnia italiana, ha sottolineato il manager. Rispondendo a una domanda su Linate, O’Brien ha spiegato che “è un aeroporto troppo caro, può andare a qualcun altro”. In sintesi: “Non vediamo slot e business che meritino investimenti”.

IL RUOLO DEL GOVERNO – Dal Governo è emersa una forte irritazione per la gestione della crisi della compagnia aerea che fa capo alla holding Aqa Holding: quest’ultima è controllata al 51% da AliSarda, gruppo di proprietà del magnate Karim Aga Khan (che detiene anche la maggioranza delle azioni dell’aeroporto di Olbia), e per il restante 49% da Qatar Airways. La ministra delle Infrastrutture e dei trasporti Paola De Micheli ha incontrato ieri i due liquidatori della società, Franco Maurizio Lagro ed Enrico Laghi, quest’ultimo indagato nell’inchiesta sul crac Alitalia. L’esecutivo è sulle spine per il futuro dei 1450 posti di lavoro a rischio, tra i circa mille di Malpensa e gli altri 550 in Sardegna.