La procura di Civitavecchia ha chiuso l’inchiesta condotta dal Nucleo di polizia economico finanziaria del Comando provinciale della Guardia di Finanza di Roma sul dissesto di Alitalia Sai, che vede 21 persone indagate.

Rischiano il processo manager ed ex vertici della società, tra i quali Luca Cordero di Montezemolo, Roberto Colaninno, James Reginald Hogan (ex Ceo di Etihad), Antonella Mansi (vice presidente di Confindustria), Jean Pierre Mustier (attuale ad di Unicredit), Enrico Laghi (ex commissario di Alitalia e liquidatore di Air Italy) e Cramer Ball.

Tra i reati a vario titolo contestati dalla procura di Civitavecchia ci sono bancarotta fraudolenta, false comunicazioni sociali delle società quotate e ostacolo all’esercizio delle funzioni dell’autorità di vigilanza. Nel procedimento, oltre ai nomi già conosciuti di Montezemolo, Ball Cramer e Hogan, risulta indagata anche la società Alitalia Sai per responsabilità amministrativa degli enti.

L’ACCUSA AGLI EX MANAGER – Secondo le accuse, gli ex vertici della società “fornendo indicazione di dati di segno positivo difformi dal vero, e consentendo il progressivo aumento dell’esposizione debitoria, cagionavano, o comunque concorrevano a cagionare, il dissesto della società, anche aggravandolo e comunque accettando il rischio di cagionarlo o di incrementarlo”. Gli ex amministratori delegati Silvano Cassano e Cramer Ball, in concorso con altri manager e membri del Cda, avrebbero omesso dati “al fine di conseguire un ingiusto profitto consistente nel far sopravvivere artificiosamente la società” e fatto registrare una falsa plusvalenza nell’esercizio 2016 di un valore pari a 39milioni di euro, allo scopo di “compensare i risultati negativi” .