Nel lungo vertice notturno che si è tenuto domenica a Palazzo Chigi sul tavolo delle questioni è arrivata anche Alitalia. Per l’ex compagnia di bandiera il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha annunciato la volontà del governo di concedere un nuovo prestito ponte. “Siamo tutti d’accordo – ha detto il capo politico del Movimento 5 Stelle – che vada fatta una norma che permetta alla struttura commissariale di utilizzare il prestito ponte. Non c’è una decisione politica da prendere”.

Il governo sarebbe quindi compatto sull’ennesima iniezione di capitale pubblico per salvare la società e consentire così ai commissari di utilizzare la liquidità per tenere in vita la compagnia aerea, che ad oggi non ha trovato alcun acquirente sul mercato nonostante le sette proroghe concesse per ‘sondare il terreno’. Il decreto ad hoc dovrebbe essere portato in Consiglio dei ministri già questa sera, o al più tardi giovedì.

Dei 900 milioni di euro del primo prestito ponte, oggetto di indagine da parte dell’Unione Europea, sono rimasti circa 300 milioni, con la compagnia che ne perde circa uno al giorno. Secondo alcune stime Alitalia negli ultimi 40 anni ha ‘bruciato’ circa 10 miliardi di euro di soldi pubblici per evitare il fallimento.

Nella bozza del decreto legge, anticipata dall’Ansa, si prevede che entro il termine del 31 maggio 2020 i commissari straordinari procedano con la procedura di cessione dei complessi aziendali di Alitalia.