Una cena di solidarietà che vedrà ai fornelli del ristorante Gustamundo di Roma due cuoche Rom residenti presso la Casa di Leda, struttura protetta attiva dal 2017 e che ospita donne in misura alternativa alla detenzione con i loro figli minori. L’iniziativa si terrà il prossimo 31 ottobre e rappresenta un modo per reinserire in un percorso di vita ‘normale’ le donne colpite da misure cautelari.

In occasione della cena di solidarietà aperta al pubblico verranno serviti a tavola piatti tipici della tradizione Rom, dal Sarma ai Ciupapzi, passando per il Mussaka. Un’occasione anche per superare l’emarginazione delle minoranze, da combattere attraverso occasioni di scambio e conoscenza e abbattendo così i pregiudizi. “Su persone come Bea e Behara – afferma Pasquale Campagnone, fondatore e direttore di Gustamundo – pesano più fattori di rischio in termini di emarginazione: le loro origini Rom e la pena che stanno scontando”.

Le due donne ospitate nella Casa di Leda, struttura che utilizza spazi confiscati alla mafia, un unicum in Italia ed Europa, finiranno di scontare la loro pena nel 2021. La Casa di Leda era stata visita da Papa Francesco lo scorso 2 marzo 2018, anche come segnale contro le proteste scoppiate l’anno precedente, quando era stata annunciata l’apertura della struttura all’Eur.