In merito al nostro articolo dal titolo “Profughi, 5000 nuovi homeless: grazie Lamorgese…“, pubblicato nell’edizione cartacea di sabato 21 dicembre e rilanciato sul sito de Il Riformista, il ministero dell’Interno ci ha risposto con una nota che riportiamo integralmente:

Egregio Direttore,
in relazione all’articolo “profughi: 5000 nuovi homeless” pubblicato sul giornale da Lei diretto, è gradita occasione per fornire alcune chiarificazioni.
A legislazione vigente, i titolari dei permessi di soggiorno per motivi umanitari possono rimanere nel nuovo Sistema di protezione internazionale e per minori stranieri non accompagnati (SIPROIMI) solo fino al termine dei progetti in corso, la maggior parte dei quali scadrà il prossimo 31 dicembre. La proroga di tali progetti, prevista nel decreto ministeriale adottato lo scorso 18 novembre, non è pertanto applicabile ai titolari di permesso umanitario.

Nonostante questo quadro normativo, nessuno dei 1.428 titolari di permesso di soggiorno per motivi umanitari, attualmente presenti nel SIPROIMI, comunque finirà per strada. Per dare continuità all’azione di assistenza l’Autorità Responsabile dei fondi europei FAMI ha già pubblicato, infatti, due specifici avvisi riservati agli Enti Locali per finanziare iniziative di accompagnamento all’autonomia e all’inclusione. Al momento, i progetti finanziati sono trentanove ed un nuovo bando verrà a breve pubblicato. Le progettualità avranno inizio dopo una fase accelerata di selezione.

La continuità all’assistenza dei titolari di permesso di soggiorno per motivi umanitari potrà essere garantita anche utilizzando le strutture già destinate dai Comuni nell’ambito del SIPROIMI. Infatti, la possibilità di mantenere la sede di accoglienza attuale rientra nella discrezionalità dell’Ente Locale titolare del progetto ed è consentita dal FAMI.

Rimane inoltre confermata la possibilità, qualora ne ricorrano i presupposti, di rilasciare loro un permesso di soggiorno per cure mediche o per i casi speciali previsti dalla legge (es. vittime di tratta).
In attesa di definire le modifiche al quadro normativo, in corso di valutazione politica, il Ministero dell’Interno è molto attento, in questa delicata fase, alle condizioni di vita di tutti i soggetti coinvolti e alle esigenze dei Comuni italiani che li ospitano e delle organizzazioni che gestiscono i relativi progetti.

Si confida che questa illustrazione puntuale del lavoro che stiamo svolgendo possa fugare le preoccupazioni nate in queste ore attorno a un tema così delicato.