Giorgio Armani ha convertito tutti i suoi stabilimenti produttivi italiani per produrre camici monouso destinati alla protezione individuale degli operatori sanitari impegnati a fronteggiare il coronavirus. In tutto sono quattro i siti riconvertiti: Trento, Carré, Matelica e Settimo. Ma l’impegno dello stilista milanese non si ferma qui.  Già nelle scorse settimane aveva fatto una donazione a favore della Protezione civile e degli ospedali Luigi Sacco, San Raffaele, Istituto dei Tumori di Milano e dello Spallanzani di Roma. Ora con il suo gruppo ha scelto di allargare il contributo anche agli ospedali di Bergamo, di Piacenza e a quello della Versilia, arrivando così a una donazione complessiva di 2 milioni di euro.

Ma il marchio simbolo del Made in Italy nel mondo non è stato l’unico a scendere in campo contro l’emergenza sanitaria.  Dai patron del gruppo Valentino,  il fondatore Valentino Garavani e il suo socio Giancarlo Giammetti, è arrivato un milione di euro a favore della  Foundation per Il Columbus Covid 2 del Gemelli a Roma. Gucci insieme a Intesa Sanpaolo e Facebook hanno versato  un milione per la Protezione Civile Italiana, impegnandosi per la creazione di nuovi posti letto in terapia intensiva.

Prada da poco più di una settimana ha iniziato a produrre, su richiesta della Regione Toscana, camici e mascherine per il gli ospedali del territorio. Anche Bulgari ha riconvertito la produzione. Dopo aver donato un microscopio 3D  per la ricerca all’ospedale Spallanzani di Roma, ha avviato al produzione di gel disinfettante.