Vincenzo De Luca è stato assolto anche nel processo d’Appello per l’inchiesta riguardante presunte irregolarità nella realizzazione del Crescent, un complesso architettonico a forma di mezzaluna realizzato a Salerno dall’architetto catalano Ricardo Bofill, dove domina piazza della Libertà.

Il presidente della Regione Campania, accusato di abuso d’ufficio, falso e lottizzazione abusiva, si è visto quindi confermare la sentenza di primo grado, mentre la Procura generale aveva chiesto per il governatore ed ex sindaco di Salerno una condanna a 18 mesi.

Un secondo flop dunque per l’accusa, che ha visto confermare l’assoluzione non solo per De Luca ma anche per gli altri imputati, esattamente come in primo grado, vedendosi respinta la richiesta di sequestro dell’area dove è stato realizzato il Crescent, una delle opere simbolo del potere di De Luca nella città.

Un processo iniziato il 23 dicembre 2014 e durato 57 udienze, fino alla sentenza di primo grado del settembre 2018. Altre 22 invece le udienze tenute per il processo d’Appello.

Nell’aula bunker del Tribunale di Salerno sono arrivate le assoluzioni anche per Lorenzo Criscuolo, Davide Pelosio, Matteo Basile, Anna Maria Affanni, Giovanni Villani, Eugenio Rainone, Eva Avossa, Gerardo Calabrese, Luca Cascone, Luciano Conforti, Domenico De Maio, Augusto De Pascale, Ermanno Guerra, Aniello Fiore, Vincenzo Maraio, Franco Picarone, Nicola Massimo Gentile, Bianca De Roberto e Rocco Chechile.

Per quindici imputati  intervenuta la prescrizione per l’abuso d’ufficio mentre per De Luca è andato prescritto il reato di falso relativamente a un atto che riguarda la lottizzazione.

L’avvocato Andrea Castaldo, legale di Vincenzo De Luca, si è detto “estremamente soddisfatto” per l’esito del processo che “ha confermato quanto noi abbiamo sempre detto e, cioè, la legittimità dell’operato del sindaco e della Giunta, la mancanza di un interesse privato e viceversa un interesse pubblico che è stato realizzato grazie anche alla spinta propulsiva del sindaco De Luca e che ha permesso un’opera che ha comunque rappresentato un segno nel panorama edilizio e urbanistico e nel rilancio della città”, ha spiegato all’Agi.

Dello stesso avviso l’altro legale di De Luca, l’avvocato Paolo Carbone, che ha rimarcato come “c’era assolutamente niente in questo processo. È nato male, è stato condotto in primo grado con grande maestria da un tribunale responsabile e colto“.

La sentenza di primo grado del tribunale di Salerno era stata appellata, tra gli altri, dal pm e dalle parti civili. Le motivazioni della sentenza saranno pubblicate entro novanta giorni.

Redazione