“In troppe occasioni il reddito di cittadinanza è stato utilizzato per finanziare la camorra“. Questo il pensiero espresso del presidente della regione Campania Vincenzo De Luca ai microfoni di radio CRC nel corso della trasmissione mattutina “Barba&Capelli”. Troppi i casi in questi primi sei mesi. Nei giorni scorsi, a Boscoreale (Napoli), un uomo di 58 anni che percepisce mensilmente circa 700 euro di sussidio è stato fermato dai carabinieri mentre era alla guida di un’auto con un chilo e 350 grammi di marijuana e 202 grammi di hashish. Ieri, a Siracusa, un 41enne beneficiario del reddito di cittadinanza girava addirittura in Porsche e in casa, in seguito agli accertamenti della guardia di finanza, aveva 120 grammi di cocaina.

“Ho sempre distinto – spiega De Luca – tra la povera gente vera, per la quale abbiamo il dovere di dare una mano, dai figli di buona donna e anche dai delinquenti. Nella nostra realtà, in troppe occasioni il reddito di cittadinanza è servito a pagare la manovalanza della camorra, a far scansare il lavoro stagionale, ad avere un incentivo a fare il doppio lavoro e prendersi il reddito di cittadinanza, a minacciare i commercianti per farsi dare in contante l’equivalente della scheda del reddito di cittadinanza”.

“Abbiamo scoperto – prosegue De Luca – che 100 mila famiglie non avevano diritto al reddito di cittadinanza. Ci vuole tanto a capire che se paghi per sei mesi, persone a cui il reddito non spetta, quei soldi non li rivedrai mai più? Una grande ipocrisia”. Poi l’auspicio: “Avendo una linea di buon senso si riuscirà a modificare questa norma”. De Luca si sofferma anche sui Navigator campani, i 471 vincitori del concorso che sono stati assunti a metà ottobre dopo mesi di mobilitazioni e proteste: “Abbiamo fatto esattamente ciò che avevamo detto di voler fare da tre mesi. La Regione ha preteso da Anapl l’assunzione dei dipendenti, senza firmare nessun accordo. E’ obbligo di Anpal utilizzare i navigator dopo averli contrattualizzati, in qualunque posto tranne che nella Regione, che non ne ha bisogno”.

Sulla situazione politica nazionale, il Governatore della Campania, prossimo alla ricandidatura in vista delle Regionali in programma in Primavera, è abbastanza esplicito: “Mi vado convincendo che in questo benedetto Paese l’unica rivoluzione sono io. Stiamo facendo, in Campania, la rivoluzione della libertà. La seconda rivoluzione è quella del linguaggio. Quando sento parlare altri interlocutori politici, non capisco nulla. In Campania parliamo, per il 90%, di questioni concrete, come sanità, aprendo il reparto di ortopedia a Sorrento, avviando i lavori per un reparto per i malati di SLA, abbiamo investito 100 milioni di euro per la ristrutturazione dell’ospedale degli Incurabili. Tutti hanno avuto modo di constatare che abbiamo una Regione e una sanità di eccellenza. Voglio sapere quanti politici riescono a parlare, non della politica politicante, ma di fatti concreti”.

 

Giornalista professionista, nato a Napoli il 28 luglio 1987, ho iniziato a scrivere di sport prima di passare, dal 2015, a occuparmi principalmente di cronaca. Laureato in Scienze della Comunicazione al Suor Orsola Benincasa, ho frequentato la scuola di giornalismo e, nel frattempo, collaborato con diverse testate. Dopo le esperienze a Sky Sport e Mediaset, sono passato a Retenews24 e poi a VocediNapoli.it. Dall'ottobre del 2019 collaboro con la redazione del Riformista.