Il sindaco di Napoli Luigi de Magistris è stato condannato per diffamazione dalla Corte d’Appello di Catanzaro, seconda sezione civile. L’ex pm di Catanzaro dovrà risarcire di 20mila euro l’imprenditore Maurizio Mottola di Amato, legale rappresentante della Impremed spa e marito del giudice Abigail Mellace, già Gup al Tribunale di Catanzaro nel processo “Why not”.

De Magistris dovrà anche pubblicare la sentenza che lo condanna sul suo blog, dove la vicenda era iniziata. Nell’ottobre 2010 infatti de Magistri pubblicò sul suo sito internet due articoli dal titolo “Le Mistificazioni del regime” e “Il giudice di Why not… non di Berlino”.

Stando all’accusa di Mottola di Amato, il sindaco di Napoli “avrebbe riferito notizie false e incomplete sulla sua vicenda processuale senza dare conto del suo esito, contestualizzandole in un ambiente giudiziario caratterizzato a suo dire da indebiti aggiustamenti processuali e utilizzando espressioni denigratorie e lesive della sua reputazione personale e imprenditori”.

Il legale rappresentante della Impremed spa era stato coinvolto nell’inchiesta “Splendor” condotta dallo stesso de Magistris, avviata nel 2004 e conclusasi nel 2006 con l’assoluzione con formula piena.

Il processo contro de Magistris ha una storia particolarmente tribolata: nel 2012 il Gup di Salerno stabilì che de Magistris era coperto da immunità in quanto diventato europarlamentare, una decisione poi annullata nel 2014 dalla Cassazione. L’anno seguente il Gup di Salerno decise nuovamente per il non luogo a procedere, decisione annullata per la seconda volta dalla Cassazione nel gennaio 2017. Il sindaco di Napoli è stato quindi rinviato a giudizio nel giugno 2017 dal terzo Gup chiamato a pronunciarsi sulla vicenda.

Redazione