C’è voluta una lunga maratona notturna, condita da una spaccatura nella maggioranza di governo, per dare il via libera nella commissione Finanze della Camera al decreto fiscale. Il testo è atteso questa sera in Aula per la discussione generale, ma non è da escludere un possibile slittamento a domani dell’avvio dell’esame.

LA SPACCATURA CON ITALIA VIVA – La maggioranza giallo-rossa nell’interminabile confronto in commissione, durato circa 14 ore, si è divisa nel voto sul carcere per gli evasori. Italia Viva ha infatti votato no al provvedimento. I renziani si sono smarcati anche su un secondo punto, l’emendamento per rinviare le norme di equiparazione dei partiti alle fondazioni, approvato con i voti di M5s, Pd e LeU. Su Twitter il deputato di Italia Viva Luigi Marattin ha accusato: “La decisione di rinviare applicazione della spazzacorrotti per equiparare le regole di trasparenza tra partiti e fondazioni è un clamoroso errore che la commissione ha fatto nottetempo col voto favorevole di M5S, Pd e Leu e il voto contrario di Italia Viva”. Sul caso è intervenuto lo stesso leader di Italia Viva, Matteo Renzi: “Di giorno sui social fanno i moralisti, di notte in commissione salvano le loro fondazioni”.

LA MARCIA INDIETRO – Dopo le polemiche scatenate dal decreto fiscale, la maggioranza sarebbe intenzionata a riportare il provvedimento in commissione, all’esame dei deputati, per correggere la norma sulle fondazioni finita nel mirino di Italia Viva. Sulla vicenda è intervenuto duramente il leader del Movimento 5 Stelle Luigi Di Maio, che sul rinvio ha parlato di “una porcheria che va tolta”. “Il decreto torni subito in commissione”, è stata infatti l’esortazione del ministro degli Esteri.

LA PROTESTA DELL’OPPOSIZIONE – Poco prima del voto all’emendamento del governo sul carcere per gli evasori è andata in scena anche la protesta dell’opposizione, con i rappresentanti di Lega, Forza Italia e Fratelli d’Itaia che hanno abbandonato i lavori della commissione Finanze.

GLI ALTRI PROVVEDIMENTI – La commissione ha dato il via libera ad alcuni provvedimenti attesi. L’Iva sugli assorbenti compostabili o lavabili passerà dal 22% al 5%, mentre è stato approvato anche l’emendamento che rinvia al 6 marzo le multe per gli automobilisti che non si adeguano alle nuove norme sui seggiolini in auto per i bambini. Il governo ha inoltre stanziato 5 milioni di euro per il 2020 per finanziare l’acquisto dei dispositivi per i seggiolini, sotto forma di credito di imposta.

Altra novità approvata in sede di commissione è la ‘riscrittura’ del calendario fiscale: la scadenza del 730 passa infatti dal 23 luglio al 30 settembre. Si allarga anche la platea di chi potrà usare il modello: oltre ai dipendenti e pensionati potranno presentarlo anche i titolari di redditi assimilati a quello di lavoro dipendente e i titolari di redditi di lavoro autonomo occasionale.

Tra le misure approvate anche l’emendamento al Dl fisco che autorizza per il 2019 “una spesa da 460 milioni per il finanziamento di investimenti infrastrutturali della rete ferroviaria nazionale”. Buone notizie invece per i commercianti arrivano dal sottosegretario al Mef Alessio Villarosa, che annuncia come il governo ha approvato “l’abrogazione delle sanzioni per i commercianti che non hanno il pos per i pagamenti con carta di credito/debito”.